Il Tirreno

Versilia

Assediati dagli spacciatori Paura dentro l’Auser

di Donatella Francesconi
Assediati dagli spacciatori Paura dentro l’Auser

La denuncia della senatrice Granaiola che racconta come nessuna forza di polizia sia intervenuta: non c’erano pattuglie disponibili in città

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VIAREGGIO. Sotto assedio degli spacciatori, in pineta di Ponente, in una calda e affollata notte d’estate. Spacciatori ormai padroni del parco cittadino, dove il supermercato della droga è sempre aperto, fianco a fianco con le altre attività che attirano adulti e bambini. A snocciolare i fatti è la senatrice del Partito democratico, Manuela Granaiola. La scena si svolge alla sede Auser (zona Marco Polo) dove molti anziani e anziane si ritrovano quotidianamente. Il nutrito gruppo di spacciatori viene “disturbato” dalla presenza delle guardie ambientali. Fuggi fuggi e restano a terra le biciclette che i giovani “cavallini” della droga utilizzano per i proprio movimenti.

All’interno della sede Auser Manuela Granaiola e altre volontarie non sanno cosa fare. Visto che gli spacciatori in un attimo tornano indietro a riprendere le biciclette ed il gruppo «è ancora più numerose», così il racconto.

Scattano le telefonate alle forze dell’ordine. Basterebbe il passaggio di una pattuglia per far allontanare il capannello di spacciatori e permettere a chi è rimasto nella sede Auser di uscire e attraversare la pineta fino alla strada senza problemi.

I carabinieri - racconta la senatrice - «hanno fatto notare molto gentilmente che quella sera la zona non era di loro competenza. Mentre la polizia di Stato ha dichiarato di non avere nemmeno una pattuglia presente a Viareggio in quel momento. Particolarmente sconsiderato - prosegue Granaiola - il comportamento dell’operatore di turno alla centrale della polizia municipale. Che, rispondendo alle mie concitate richieste, ha addotto una quantità di problemi per l’intervento di una qualche pattuglia e, alla fine, si è rifiutata anche di identificarsi adducendo come motivazione quella di “essere un’istituzione” (la telefonata dovrebbe essere registrata)».

Che la pineta di Ponente sia il supermercato della droga, i mezzi di informazione locali - “Tirreno” in testa - l’hanno raccontano testandolo sul campo da due anni a questa parte, anche correndo qualche rischio. «L’assedio è terminato - prosegue Granaiola - grazie al successivo e occasionale passaggio di un gruppo di passanti che ci hanno accompagnate fuori dal parco. Si tratta di un fatto gravissimo, che questa volta diviene pubblico grazie al mio ruolo istituzionale. Ma mi domando quante volte altri cittadini hanno dovuto sopportare situazioni simili nel più assoluto silenzio ed abbandono. Continuo caparbiamente a chiedermi come mai un parco in un centro della città, da dopo le 20 - in estate ed in una località turistica - debba divenire zona a rischio, fonte di paura o di insicurezza. È evidente che occorre reagire. Per questo chiedo un intervento straordinario delle forze dell’ordine, una presenza adeguata e per un certo tempo continuativa, finalizzata a sbaraccare queste botteghe dello spaccio e le persone che le gestiscono con arroganza ed assoluta libertà. Non mi stancherò mai di battermi affinché si possano riconquistare spazi come la pineta alla fruibilità della città».

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