Italia
La Cgil vota a favore delle aste dei bagni «Troppi fuorilegge»
Dopo lo sciopero delle spiagge Bindocci (Filcams) attacca «Lavoro nero, paghe basse e poco rispetto dell’ambiente»
VIAREGGIO. La Cgil, finora rimasta in silenzio sulla questione delle aste delle spiagge, parte all’attacco. E con il segretario della Filcams, Massimiliano Bindocci, accusa: troppe cose che non vanno nei bagni, le aste vanno fatte.
«Manca un ragionamento sul quale sia il sistema ottimale della balneazione in Versilia - dice Bindocci - certamente quello attuale a gestione familiare ha consentito lo sviluppo dell'attività turistica, ma non per questo vuol dire che questo sia il modo migliore o l'unico modo per farlo. Dal punto di vista dei servizi la concessione dovrebbe prevedere uno standard di servizi minimo in base al territorio nella salvaguardia delle specificità. Ma di questo nessuno parla».
«Vorremmo - prosegue - riprendesse centralità la tutela del patrimonio naturale: dobbiamo pretendere che nelle aste ci siano impegni seri e riscontrabili sulla salvaguardia e di mantenimento del patrimonio costiero, da un punto di vista ambientale e naturalistico, non si può delegare la gestione delle coste all’ “amore del mare” come rivendicato dai comunicati e dai volantini dei balneari, ma a precise disposizioni che devono essere contenute nella concessione. La cementificazione di alcuni territori e certe costruzioni sulle spiagge gridano vendetta, anche quando sono nelle maglie delle regole. La cura delle spiagge deve rispondere a criteri precisi, che devono essere pretesi e riscontrabili».
«Inoltre - continua - nelle concessioni devono essere previste regole chiare sul lavoro e sulle forme di occupazione. Registriamo infatti in diversi stabilimenti balneari forme di lavoro grigio, nero, bagnini pagati in forma forfettaria, ed uno scarso rispetto delle regole sull'orario di lavoro. Parlando con chi lavora in questi stabilimenti registriamo una forte omertà, perché chi chiede il rispetto di qualche regola viene emarginato e non trova più lavoro, è poco considerata la professionalità, ed è bassa la paga, considerati i moltissimi straordinari si arriva a malapena a 5 euro l’ora, mentre sono enormi le responsabilità».
«Peggiore è la situazione per chi fa le pulizie, anche delle spiagge, per chi lavora nei bar e svolge le altre attività, l’uso e l'abuso delle forme contrattuali anomale (lavoro a chiamata, finti part time) regna sovrano. Vorremmo che nelle concessioni messe all’asta fosse previsto anche l'organico minimo a tempo pieno da proporzionarsi alla estensione della spiaggia assegnata, con l’applicazione del contratto del turismo con consegna del Documento di regolarità contributiva».
«Sulla base di queste considerazioni vogliamo che si riapra la discussione per l'integrativo territoriale degli stabilimenti balneari, ma ad ulteriore riprova della scarsa attenzione verso il personale le associazioni dei balneari non hanno minimamente risposto alle piattaforme unitarie inviate da mesi, le uniche risposte sono arrivate informalmente da Confesercenti e della Confcommercio. Sulla base di questo vorremmo iniziare insieme a Cisl ed Uil di categoria, un percorso di assemblee con i bagnini e un giro di incontro con gli amministratori locali, perché non ci si può interessare solo di chi gestirà l'arenile, ma anche delle scelte da fare, a partire dal rispetto per chi le rastrella ed apre gli ombrelloni».
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