Il dolore
Giallo sul doping ai micci Provette forse scambiate
Un errore nel prelievo dei campioni di sangue scagionerebbe il Leon d’Oro In ritardo i risultati delle controanalisi affidate ad un laboratorio francese
QUERCETA. È un vero giallo quello intorno alla 57esima edizione del Palio dei Micci: la questione del doping sugli asini (i “micci” in gergo) che hanno gareggiato lo scorso 27 maggio si arricchisce infatti di nuovi particolari.
Mentre la Pro Loco di Querceta sembra aver deciso di attendere le controanalisi (che dovrebbero arrivare da un laboratorio francese) chiusa in un silenzio tombale, dal mondo delle contrade arrivano indiscrezioni potenzialmente clamorose su numeri e provette delle analisi anti doping.
Ma andiamo con ordine: subito dopo la corsa del Palio di quest’anno è stato effettuato un prelievo di sangue a tutti gli animali che hanno partecipato alla gara e in quella stessa occasione, secondo il regolamento, ai fantini e ai responsabili degli asini è stata rilasciata una ricevuta contenente il numero seriale della provetta corrispondente, necessaria per consentire la successiva comparazione e identificazione dei risultati. I campioni di sangue sono stati inviati in seguito al laboratorio di Settimo Milanese dell’UnireLab (società specializzata in questo genere di controlli di proprietà dell’Unire, l’Ente pubblico del Ministero delle Politiche Agricole addetto alla tutela della razza equina) che una volta effettuati gli opportuni controlli ha spedito alla Pro Loco i risultati secondo i quali erano due i micci colti in fallo: Falco Moreno della Cervia e Biscotto del Leon d’Oro. Era il 22 giugno, e ai presidenti delle otto contrade di Querceta arriva l’ordine da parte della commissione Palio di una riunione di emergenza: ad uno ad uno (separatamente) sono stati poi consegnati a mano i responsi contenuti in rapporti di prova in cui erano indicati i numeri delle provette il cui sangue era stato analizzato. Proprio a questo punto però qualcosa sembra non quadrare.
Dal confronto fra i numeri presenti nei rapporti dell’UnireLab inviati alla Pro Loco e quelli riportati sulle ricevute rilasciate ai responsabili sembrerebbe che nessuno di questi riporti il numero indicato su quella di Denis del Duca, che quel 27 maggio cavalcava Biscotto: 1284318 è i numero del campione analizzato e “non negativo”, 1294318 quello attestato dal fantino. Una differenza minima, ma che potrebbe - e il condizionale è d’obbligo - portare ad una conclusione del caso diversa da quella che tutti si aspettavano.
Se davvero ci fosse stato un problema di scambio o errore di assegnazione delle provette? E in questo caso il sangue analizzato e trovato non negativo al doping a quale miccio apparterrebbe?
C’è ovviamente chi sostiene che l’episodio, di cui ancora pochi sono a conoscenza nel mondo delle contrade, faccia venir meno la prova scientifica sulla base della quale è stata incriminata la contrada giallorossa, che peraltro ha indicato a suo tempo alla Pro Loco lo sbaglio compiuto dal laboratorio di analisi, giustificato poi come un errore di battitura.
Il giallo, come si usa dire in questi casi, in ogni caso si infittisce e di certo continuerà ad alimentare la discussione a Querceta e dintorni. Soprattutto ora che si avvicinano le elezioni per il rinnovo dei vertici della Pro Loco. Soprattutto perché, oltre che dalla Francia dove sono in corso le controanalisi, si attendono notizie anche da Lucca, dove la Procura ha aperto un’indagine sull’accaduto.
Gabriele Buffoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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