La manifestazione
Buco in Comune? Si tappa con l’Imu
Ben 14 milioni da bagni, hotel e seconde case. Del Dotto: risaneranno i conti in rosso lasciati dalla giunta Bertola
CAMAIORE. Sarà l’incasso Imu a ripianare il buco di bilancio. E saranno soprattutto i proprietari di seconde case e gli imprenditori - dai balneari agli albergatori - a consentire al neo sindaco, Alessandro Del Dotto e alla sua giunta di portare in approvazione in consiglio un bilancio in equilibrio.
Lo dicono i numeri, snocciolati ieri mattina di fronte ai cittadini - non molti per la verità - arrivati in Comune per ascoltare da Del Dotto la presentazione del bilancio.
Lo conferma l’assessore al bilancio, Marcello Pierucci, fornendo due dati: dall’imposta sugli immobili di quest’anno il Comune prevede di incassare 17 milioni di euro «di cui due milioni e 800mila - spiega - dalle prime case». Quindi oltre 14 milioni arriveranno da attività artigianali e commerciali (con aliquota Imu allo 0,9%), seconde case, alberghi e bagni (al 1,06%).
Dura lex sed lex (la legge è dura ma è legge), direbbero i latini. Del resto da qualche parte i soldi dovevano pure arrivare dato che «la situazione finanziaria del Comune ereditata dalla precedente giunta Bertola - afferma Del Dotto - è tutt’altro che rosea e che da Roma non arrivano che tagli».
Il quadro di riferimento. Pierucci mette in fila alcuni dei numeri con i quali si è confrontato subito dopo l’insediamento. «La bozza di bilancio che abbiamo ereditato - afferma - prevedeva uscite, in grande parte già spese, per oltre 33 milioni di euro ed entrate per circa 29 milioni. Oltre 4 milioni di euro di buco che poi, nel corso dell’esame del bilancio, sono diventati 5 milioni e 200mila euro a fronte della mancanza della copertura economica su molti capitoli di spesa già preventivati: 300 mila euro di bollette della luce del 2011 non pagate, manifestazioni culturali già promosse e pubblicizzate ma senza un centesimo per farle, 90mila euro in meno sul sociale a garanzia dei servizi soprattutto rivolti all’handicap». La prima mossa è stata quindi reintegrare i capitoli di spesa e poi cercare la quadratura del cerchio per il bilancio nell’ambito del quale anche la politica ha voluto dare un segnale di maggior rigore tagliando una delle due auto blu e riducendo da 9 a 3 le persone assunte con contratti a termine per lo staff del sindaco. In tutto 150mila euro circa di risparmi.
Evidentemente troppo pochi per far fronte alle necessità per le quali inevitabilmente si andrà a pescare nelle tasche dei cittadini.
Le scelte. Per la verità le conseguenze della manovra camaiorese si sentiranno più in alcune tasche che in altre. Se è vero che l’Imu toccherà tutti almeno per la prima casa l’aliquota sarà al minimo di legge. Non così per seconde case e imprese «anche se - spiega Pierucci - faremo il possibile per adottare correttivi». Dall’Imu saranno prelevati circa 4 milioni di euro per ripianare il buco di bilancio. L’altro milione mancante arriverà dai maggiori introiti dell’Addizionale Irpef passato da un indistinto 0,2% (che resta l’aliquota minima per redditi fino a 15mila euro) a un sistema di tassazione progressivo che arriva fino allo 0,8% per i redditi sopra i 75mila euro.
La buona notizia, in questo quadro, è che resteranno invariati tassa dei rifiuti e costi per i servizi a domanda individuale (come scuolabus e mense scolastiche). C’è poi una possibilità di nuovi interventi sull’Imu, a riduzione delle aliquote previste, nel caso in cui Camaiore riesca a dimostrare che gli introiti dall’imposta preventivati dal Governo erano sovrastimati e dunque le cifre che non saranno alla fine incassate siano trasferite dallo Stato al Comune.
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