Sicurezza
Eternit sepolto nel giardino dell’asilo
Lo hanno scoperto i genitori che chiedono l’immediata bonifica. Forse la scuola non riaprirà a settembre
TORRE DEL LAGO. Pezzi di amianto grandi quanto un palmo nascosti a una ventina di centimetri di profondità nel giardino della scuola. Tanti pezzi. Troppi perché si tratti solo di un caso. E così la missione di un gruppo di mamme che come “volontarie” alcuni giorni fa avevano cominciato a ripulire lo spazio verde accanto all’asilo si trasforma in un emergenza ambientale.
Succede a Torre del Lago, nel giardino della scuola materna Beconi di via Illica, proprio alle spalle della elementare “Puccini”.
La scuola ha aperto i battenti nel 2010 ma il giardino non è mai stato utilizzabile: colpa di calcinacci e pericoli un po’ ovunque. Le mamme hanno chiesto a lungo di potersi sostituire al Comune e fare pulizia nell’area. Ma solo a inizio luglio di quest’anno è arrivato il via libera. E così alcuni giorni fa hanno cominciato a zappare il giardino - nella zona sul retro tra la Beconi e le Puccini - e tra erbacce e pietre sono spuntati i pezzi di amianto. Immediata la denuncia del ritrovamento alla scuola e dalla scuola al Comune che ha già effettuato un primo sopralluogo e fatto preparare un preventivo per la bonifica del terreno.
«Intanto dobbiamo andare a vedere cosa c’è sotto il giardino - spiega il geometra Pierotti dell’ufficio tecnico comunale che ha disposto il sopralluogo - ci auguriamo di non trovare altri residui oltre a quelli già individuati. In ogni caso dobbiamo cercare di fare presto perché il rischio è che la scuola non riapra a settembre perché l’area da bonificare non è isolabile rispetto all’edificio e al passaggio dei bambini».
Insomma o si fanno i lavori o i bambini dell’asilo dovranno traslocare. Scenario probabile ora più che mai, con un amministrazione locale commissariata (e quindi priva di un interlocutore politico) e sempre meno soldi pubblici in cassa.
A denunciare l’accaduto sono state per prime le mamme che si sono rivolte alla capo plesso dell’asilo Beconi, Elena Tozzi, ma hanno anche preso carta e penna e scritto al Comune e all’Arpat. Ed ora si preparano a presentare un esposto in procura «se non verranno fatti - spiegano - tutti i passi necessari per la messa in sicurezza della scuola». Con loro anche i rappresentanti dei genitori nel consiglio d’istituto, a cominciare dal dottor Luca Coccoli che di professione fa il medico pediatra. «Quello che ci chiediamo è come sia stato possibile lasciare dell’eternit in un giardino di una scuola - afferma Coccoli - Evidentemente chi doveva controllare non lo ha fatto. Non sappiamo se i residui trovati siano stati lasciati lì da chi ha lavorato alla realizzazione della scuola oppure se addirittura siano preesistenti. In entrambi i casi la situazione è gravissima perché o si parla di abbandono di rifiuti pericolosi e inquinanti o comunque della mancata esecuzione di doverosi sondaggi su un terreno sul quale poi si è costruito un asilo. Che si tratti di un gesto volontario da parte di qualcuno o di sbadataggine ci interessa poco: quel giardino è pericoloso e occorre intervenire subito e bene. Bisogna dissotterrare ed eliminare tutti i residui che ci sono».
La ricerca di responsabilità sarà probabilmente il prossimo passo da parte dell’amministrazione comunale che, sotto la guida dell’ex sindaco Marco Marcucci diede il via al progetto di trasformazione di un ex magazzino comunale (con tetto in eternit) in una scuola. I lavori furono portati a compimento sotto l’amministrazione di Luca Lunardini.
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