Il Tirreno

Versilia

Sempre più stranieri dietro il bancone

di Tiziano Baldi Galleni

Romeni, polacchi e marocchini fanno incetta di impieghi stagionali: da loro l’80% dei curricula inviati alle aziende

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FORTE DEI MARMI. Quando si dice i tempi cambiano. È questo che da qualche anno sta avvenendo nel mondo del lavoro stagionale anche a Forte dei Marmi, da quando gli stranieri, soprattutto ragazze e ragazzi romeni, polacchi ma anche marocchini e moldavi, hanno scoperto questo luogo per loro ottima fonte di guadagno. Contemporaneamente si è acuita l’incompatibilità - in termini di formazione - tra il personale richiesto dalle strutture turistiche e i ragazzi che escono dalle scuole alberghiere, e i giovani della Versilia amano sempre meno il lavoro negli alberghi e nei ristoranti.

A conferma di ciò sono i curricula che arrivano ogni anno prima dell’inizio della stagione alle strutture turistiche, che nella maggior parte dei casi (80%) sono di persone straniere. Un dato confermato anche dall’ufficio dell’Associazione Albergatori, che però aggiunge che «quest’anno c’è stata un’eccezione: sono stati tanti anche i curricula degli italiani». Un dato in controtendenza che probabilmente è giustificato dalla crisi economica.

In molti locali della riviera fortemarmina lavorano durante la stagione estiva almeno due o tre dipendenti provenienti dall’Europa dell’Est o da altre parti del mondo.

E poi ci sono alcune realtà, come al ristorante Il Fortino, dove i ragazzi dell’Est Europa superano quelli italiani. «Qui ho una comunità di stranieri - commenta con sorriso Franco Balderi, titolare de Il Fortino - Rumeni, moldavi, polacchi, lavorano da me da più di cinque anni, mi ci trovo benissimo. Poi succede che sono loro a portarti i propri amici per farli lavorare durante la stagione. Il mio pizzaiolo è cubano, è qui da sette anni e da quattro ha una figlia: si sta facendo in Italia una famiglia».

Anche lo chef Daniele che lavora da 25 anni all'albergo St. Mauritius in via XX Settembre conferma il tendenziale cambiamento. «Se qui una volta gli stranieri erano uno su dieci adesso sono più della metà, soprattutto rumeni».

Tuttavia emerge che dove è richiesta una particolare professionalità i ragazzi stranieri non vengono selezionati.

«Ne abbiamo in forza soltanto un paio: uno è facchino e l'altro lavora in cucina - spiega Filippo Giovannelli, direttore da dodici anni all’Hotel Byron. Arrivano sempre moltissime richieste da parte loro, purtroppo però non hanno la formazione adeguata per svolgere determinati lavori. Per esempio molti non conoscono bene la nostra lingua».

E a proposito di lingue anche i diplomati che vengono preparati dagli istituti alberghieri, anche quelli della zona, non sono privilegiati nella corsa al posto stagionale. Ad esempio escono dalla scuola senza conoscere le lingue straniere, ma non solo. «Dopo la riforma che c’è stata qualche anno fa - continua Daniele, chef al St. Mauritius - i ragazzi vengono preparati più sulla teoria, e un po’ su tutto, mentre prima sceglievano un ramo specifico nel quale veniva offerta una formazione migliore». «Si trovano sempre meno persone qualificate, ma soprattutto che provengano dalle zone limitrofe» commenta Federico Bonuccelli, presidente dell'associazione Giovani Albergatori Versilia.

Un altro dato che emerge osservando i mercato del lavoro legato alle vacanze è il fatto che la Versilia offre sempre meno forza lavoro, con i giovani del luogo che preferiscono scegliere un occupazione in spiaggia o nelle boutique nel centro di Forte. La causa di ciò per alcuni albergatori è la mancanza di spirito di sacrificio o la poca elasticità sugli orari di lavoro. Ma per il direttore del Byron non è così. «I nostri ragazzi sono tutti soddisfatti del loro lavoro. È normale che questa sia una professione che comporta un sacrificio maggiore, tuttavia quando parliamo di attività in luoghi esclusivi come Forte dei Marmi, dove c’è un’ottima economia, dovrebbero essere offerte delle condizioni di lavoro adatte, altrimenti i ragazzi è normale che scelgano di fare altro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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