Proteste
Inceneritore, c’è il maxivertice
A Firenze martedì. Intanto la Rete ambientale versiliese chiede le dimissioni del presidente di Cav, Franco Mungai
MASSAROSA. Un maxi-vertice sull’impianto di incenerimento rifiuti di Falascaia è in programma martedì prossimo a Firenze. Sul tavolo il destino dell’impianto, ancora oggi chiuso, e - pare - un’analisi di quanto sta emergendo nell’indagine sui possibili danni alla salute causati dall’inceneritore. Inchiesta a cura di Asl e Arpat, in corso in questi mesi.
Al tavolo, infatti, oltre all’assessore regionale all’ambiente Annarita Bramerini e quello alla sanità Luigi Marroni, ci saranno proprio Asl e Arpat.
Intanto, sul fronte caldissimo della gestione rifiuti in Versilia si registra l’intervento della Rete ambientale della Versilia. «Dopo molte settimane dall'apertura della crisi Cav - Veolia la Rete ambientale denuncia all'opinione pubblica la mancata predisposizione da parte del Cav di azioni di rivalsa atte a tutelare gli interessi dei cittadini Versiliesi gravemente lesi, nel corso degli anni, dai comportamenti di Tev/Veolia. L'inspiegabile inerzia del Cav rende la situazione sempre più preoccupante e, molto banalmente, ci domandiamo quanto tempo sia ancora necessario affinché a Tev/Veolia sia presentato il conto dei danni ambientali ed economici subiti».
Il ritardo accumulato - prosegue la nota diffusa in questi giorni - «è enorme: forse tale da compromettere l'esito di ogni legittima pretesa di risarcimento che i Comuni proprietari decidessero di avviare. Il sindaco Mungai deve essere consapevole che lui è il primo responsabile di questa grave negligenza e poiché non riesce a trovare validi motivi né per intraprendere la strada del contenzioso né per lasciare la presidenza del Cav, come Rete Ambientale della Versilia, lo consigliamo molto caldamente di dimettersi e di passare mano a qualcuno in grado di prendere quelle decisioni che da mesi attendiamo».
Nel ricordare che Veolia «ha provvedutoad avviare una procedura di concordato preventivo», la Rete ambientale continua: «Crediamo ragionevole che il curatore abbia inserito in inventario i crediti vantati da Veolia nei confronti dei poveri comuni della Versilia per una cifra ammontante, presumibilmente, intorno a 22 milioni di euro. Ora poiché l'assemblea dei creditori è convocata alla fine di settembre ci sembrerebbe opportuno che il Cav facesse pervenire formalmente a Tev/Veolia la quantificazione del danno economico subito e la relativa richiesta di risarcimento. Si tratta di cifre milionarie derivanti dalle scellerate pratiche di esercizio utilizzate per la gestione di Falascaia e Pioppogatto, dal mancato riconoscimento in tariffa del pieno valore del Cip 6, degli ammortamenti milionari pagati per un impianto spazzatura (Falascaia) ecc. Crediamo inoltre che sarebbe quanto mai opportuno che la quantificazione dei danni fosse accompagnata da una richiesta di sequestro cautelativo dei crediti pretesi da Veolia. Il tutto da organizzare prima della data della convocazione dell'assemblea dei creditori necessaria per approvare il piano economico predisposto dal curatore».
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