Il dolore
Feste dei bagni, ancora poche richieste
Daddio: se non si possono vendere alcolici non si rientra dalle spese. Petrucci: opportunità importante per il futuro
LIDO. Le feste nei bagni? Nonostante la “liberalizzazione” degli orari a Lido per ora non decollano. E qualcuno protesta: ancora troppi legacci, si rischia solo di perdere soldi.
Per ora le richieste di feste serali fatte arrivare dai balneari al Comune sarebbero appena una ventina. Una media, per il periodo estivo, abbastanza bassa. Certo l’ordinanza che toglie i limiti ai numeri di feste è arrivata solo da pochi giorni, ma a bloccare i titolari dei bagni c’è anche un altro motivo.
«Se organizziamo una festa con la musica e il ballo - spiega il consigliere comunale (e balneare) Marco Daddio - allora non possiamo vendere alcolici. Quindi avremmo tantissime spese per l’organizzazione dell’evento e per la Siae e gli incassi non arriverebbero. E poi i clienti scapperebbero e andrebbero a bersi un drink altrove». Anche il presidente dei balneari lidesi Luca Petrucci parla di numeri bassi. Ma ha un’altra opinione delle liberalizzazioni. «E’un’opportunità importante - spiega - ma non ci sorprendiamo dei numeri bassi. Ci vuole tempo per organizzarsi e l’ordinanza è arrivata ad agosto quando quasi tutti gli operatori hanno programmato la stagione. E d’altronde nessuno di noi ha intenzione di rivoluzionare l’offerta di Lido, destinata principalmente alle famiglie».
Con le nuove norme introdotte dall’amministrazione non ci sarà più alcuna distinzione tra clienti del bagno e non. Anzi, le ex attività annesse potranno rimanere aperte indipendentemente dal bagno (che deve invece garantire l'apertura almeno dalle 8 alle 20). Ristoranti e bar sulla spiaggia inoltre potranno organizzare tutte le feste che vorranno (fino ad ora c'era il tetto massimo di due feste al mese). L'unica attenzione i gestori dovranno farla nella somministrazione degli alcolici. Se si tratta di una festa "danzante", con musica, l'alcol è consentito fino alle 20. Altrimenti fino alla mezzanotte.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
