Sicurezza
Pd, i cattolici candidano David Zappelli
Conferenza stampa convocata in via Regia, ma il segretario versiliese la vieta: un altro il percorso democratico deciso
VIAREGGIO. Il candidato c’è, il programma no. David Zappelli, avvocato, 40 anni ad ottobre, è pronto per correre da sindaco sotto le bandiere del Partito democratico che lui definisce «la mia casa». Intorno a lui gli ex esponenti della Margherita, quell’area cattolica nel Pd che guarda a Matteo Renzi, sindaco di Firenze, come proprio leader da schierare a centrocampo contro l’ala sinistra del partito, guidata dal segretario nazionale Pierluigi Bersani.
Conferenza stampa, ieri mattina. Convocata nella sede del partito, in via Regia. Convocata ma non tenuta lì. Perché il segretario delle Federazione versiliese, Alberto Corsetti, è stato chiaro: «Per candidarsi bisogna passare dagli organismi democratici del partito». I quali - prima fra tutti l’assemblea comunale del Pd viareggino riunita lunedì - hanno deciso di tenere a metà settembre la Conferenza programmatica avviando così il confronto su contenuti e nomi. A questa scelta Corsetti ha richiamato tutto il Pd ad attenersi, invitando gli organizzatori della conferenza stampa a tenerla altrove.
All’indomani della riunione dell’assemblea, la scelta dei “renziani” di ballare da soli. Presentando Zappelli, candidato reso pubblico dal “Tirreno” il 7 giugno scorso. «La reazione di Corsetti è stata sconsiderta»: così Zappelli e Fabio Bartoli che dell’area “Made in Viareggio” è il capofila. Al centro della decisione c’è la questione delle alleanze. Alla domanda di quale centrosinistra si veda candidato, l’avvocato Zappelli risponde: «Guardo a sinistra e sono profondamente antifascista. Sarei onorato dalla stima e dal supporto della sinistra. Perché non si può stare insiene con Udc, Sel, le nuove forze sociali, le liste civiche in nome del senso pratico?». Quella che immagina Zappelli è «una grande colalizione che comprenda il solidarsimo cattolico (Zappelli è uomo legato alla Misericordia di Roberto Monciatti, ndr) e le istanze sociali della sinistra».
Peccato solo che l’Udc viareggino sia reduce da quattro anni e quattro mesi di amministrazione al fianco del sindaco del centrodestra, Luca Lunardini: «Una chance in più si dà sempre. Specialemente a chi dimostra di aver maturato un ripensamento vero. Paolo Spadaccini è persona di buon senso pratico. Sarei onorato che ci fosse Spadaccini con noi, e insieme l’Udc che dal centrodestra ha preso le distanze».
Del programma Zappelli non vuole parlare, rinviando ad un’altra occasione, come spiega ai cronisti convocati, alla fine, nel nuovo studio di piazza D’Azeglio. Per lui parla Paolo Casini che ha in mente una città da governare «con un maggior coinvolgimento dei privati e minore dell’ente pubblico».
Intorno all’avvocato Zappelli - così radio-politica rimanda in queste ore - potrebbe aggregarsi un po’ di quel mondo imprenditoriale, soprattutto legato al mattone, che cerca un primo cittadino in grado di dare un po’ di corda all’economia al palo dopo quattro anni e mezzo di amministrazione di centrodestra.
Ieri sera si è riunita l’assemblea comunale del Partito democratico. Il segretario, Glauco Dal Pino, si è riservato di prendere decisioni in merito alla fuga in avanti messa in atto dal gruppo del “renziani”. In mattinata Dal Pino sei era così espresso: Sulle alleanze poi si pone un problema ben più cospicuo, la linea la darà il Partito dopo i necessari confronti su programmi e idee».
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