Sicurezza
E’ stangata Imu per balneari e hotel Aumenti oltre il 50%
Gli stabilimenti: si mungono sempre le stesse mucche ma stanno morendo, taglieremo servizi e personale
LIDO. «Un hotel che prima pagava circa 50 mila euro l'anno di Ici, ora si troverà a versaree 180 mila euro di Imu. La stessa cosa che capiterà per gli stabilimenti balneari». Marco Daddio, titolare del bagno Venezia, è solo una delle voci di protesta che si alzano dalla categoria dei balneari di Lido, con la stangata del 10.6 per mille di Imu che dovranno pagare stabilimenti e strutture ricettive.
Un altro esempio arrivato da uno studio di commercialisti,parla - per un bagno di piccole dimensioni con 19 cabine e una casa di guardianaggio da 5 vani - di un aumento dell’Ici superiore al 54% rispetto al 2011 (con un salto da circa 1001 euro a 1600).
Critico sulle misure decise dal Comune è ad esempio anche Luca Petrucci, presidente dell'associazione balneari di Lido. «L'impressione - dice - è che si venga a mungere sempre le stesse mucche. Ma prima o poi la mucca muore, e il latte finisce per tutti». I balneari per ora stanno tranquilli. «Ma perché non hanno ancora ricevuto le cartelle di pagamento, vedrete poi…». Ma Petrucci parla chiaro: «Non ci aspettavamo l'aliquota più alta consentita. Ci paragonano a banche e all'Esselunga, ma noi abbiamo fatturati ben diversi. Certo, è pacifico che uno stabilimento balneare paghi più di un pensionato, ma 10.6 per mille mi pare troppo». La situazione per il turismo non è la più rosea. E l'Imu rischia di peggiorare le cose. «Troppo semplice - dice Petrucci - prendere gli applausi della gente andando a tassare i bagni. Già per i rifiuti noi da soli contribuiamo al 6% del gettito Tarsu per il Comune. Questo può significare due cose. O alzare i prezzi, ma in tempi di crisi sarebbe folle. Oppure tagliare su servizi e personale, cosa che ci vedremo costretti a fare».
Molto critico anche PierGiorgio Sbrana, titolare dell'Imperiale. «Una vera contraddizione. Con la Bolkestein ci dicono che i bagni non sono nostri, con l'Imu ci chiedono di pagarne la proprietà. Io pagherò non solo per il bagno - dice Sbrana - ma anche per la casina. Un casina che non do in affitto, ci vivo tutto l'anno e c'ho preso la residenza. Nonostante questo la pago come seconda casa».
Anche Sbrana parla di tagli. «Il prossimo anno o prendo meno personale, o lo prendo per meno ore. L'Imu così alta non è giustificata in alcun modo. Poi aggiungi l'addizionale Irpef, anche questa aumentata, e l'Iva che dal prossimo anno sale al 23%: come possiamo andare avanti? Io pago circa 8 mila euro l'anno di Tarsu e ora 14 mila euro di Imu. Se continua così al signor Bolkestein le chiavi del bagno gliele riconsegno ben prima dell'asta».
Marco Daddio, titolare del Venezia, ne fa anche una questione politica (è consigliere di minoranza a Camaiore). «Del Dotto in campagna elettorale ha raccolto il consenso tra i balneari con grandi promesse di aiuti - attacca il rappresentante della lista Per Matteucci - e la prima cosa che fa è portarci l'Imu al 10.6 per mille, e in un periodo di crisi nera per il turismo. Per i bagni - dice Daddio - il mese di maggio è andato perso, così come 20 giorni di giugno. Questa è una scelta che ucciderà il turismo. Spariscono posti di lavoro, diminuiscono i servizi e gli investimenti: è inevitabile se in tempo di crisi aumenti le tasse. Noi, assieme agli albergatori, siamo le categorie più tartassate».
Marco Pomella
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