Il Tirreno

Versilia

Cartella Ici da 180mila euro ad un’azienda

Cartella Ici da 180mila euro ad un’azienda

Stangata per attività all’interno dell’area del Portone: importo da liquidare in sessanta giorni

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PIETRASANTA. Alla vista dell’importo in calce alla cartella, deve avere sobbalzato non una, ma dieci volte, il titolare di un terreno fabbricabile collocato all’interno del Portone.

Già perché su quella stessa cartella, arrivata a domicilio con mittente l’ufficio tributi comunale, era ben impressa , in evidenza, una somma da brivido: 180 mila euro complessivi di Ici non versati negli ultimi 6 anni.

Tanto denaro che lo stesso titolare del terreno sarà chiamato a liquidare, salvo diverso accordo in termini di rateizzazione con l’ente, entro 60 giorni. Ma come si può arrivare ad una cifra del genere?

«Quando si verificano casi di evasione totale e non si è quindi mai versato 1 euro per il terreno di cui si è proprietari. Altre situazioni oggetto di verifica sono quelle dovute all’elusione, dove il referente ha in realtà liquidato importi inferiori rispetto a quanto previsto dalla normativa di riferimento. E’ quindi normale, in presenza di un terreno reso fabbricabile, di dimensioni importanti, su cui non si è pagato l’Ici arrivare ad importi che sommati anno dopo anno, con aggiunte le sanzioni di legge, arrivano ad importi particolarmente significativi» afferma l’assessore al bilancio Daniela Ferrieri che aggiunge.

«A fronte di questi episodi, perché tali sono, bisogna però sottolineare il corretto comportamento di tutti quei contribuenti, e sono la stragrande maggioranza, che, in passato, hanno regolarmente pagato quanto previsto. In sostanza, a mio avviso, chi evade esercita di fatto una concorrenza sleale nei confronti di chi rispetta le regole: giusto, quindi, che l’evasore venga chiamato a regolarizzare la sua pratica, fermo restando che gli uffici sono disponibili ad un confronto e, ancora, ad una rateizzazione là dove la legge lo consente».

A dire il vero il numero degli accertamenti che travalicano l’asticella dei 100 mila euro, sembrano essere diversi.

Ad esempio c’è il caso di un titolare di attività presente nell’area del Pio Campana, che fra arretrati non versati e ancora sanzioni, si è visto sommare varie cartelle fino a raggiungere la somma di 120 mila euro.

E, attenzione, stiamo parlando solamente di Ici: in arrivo, infatti, ci sono anche accertamenti relativa alla tassa sullo smaltimento rifiuti.

Ed anche in questo caso, là dove sono state riscontrate anomalie su aree piuttosto ampie, la mannaia degli uffici colpirà con cartelle da decine di migliaia di euro.

A questo punto, è prevedibile attendersi una certa ressa, nei prossimi giorni, dalle parti dell’ufficio tributi comunale.

A proposito di cartelle esattoriale, nei prossimi giorni arriverà anche una tranche di bollette dell’acqua da parte di Gaia. Già rafforzate le presenze agli sportelli per arginare le richieste di spiegazioni della clientela.

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di Redazione web