Sicurezza
Tribunale, buone notizie Roma potrebbe ripensarci
VIAREGGIO. C’è una possibilità di salvare il Tribunale di Viareggio. Ne hanno discusso gli avvocati capitanati da Riccardo Carloni, fresco di nomina a presidente della Camera penale di Lucca,...
VIAREGGIO. C’è una possibilità di salvare il Tribunale di Viareggio. Ne hanno discusso gli avvocati capitanati da Riccardo Carloni, fresco di nomina a presidente della Camera penale di Lucca, incontrando Andrea Orlando, parlamentare e responsabile nazionale del dipartimento giustizia del Pd. Orlando è intervenuto al dibattito organizzato alla festa del Pd (alla Gulfa), ed in questa occasione si è capito che uno spiraglio c’è. Il Consiglio giudiziario della Toscana, infatti, ha raccolto i dati del gran lavoro di Viareggio ed Empoli, entrambe sedi distaccate e dunque da sopprimere e li ha inviati a Roma affinché vengano esaminati e presi in considerazione dalla commissione giustizia. L’idea è che si possa avere un tempo aggiuntivo di cinque anni nel corso dei quali il Tribunale di Viareggio rimane aperto e può dimostrare di che “pasta” è fatto.
Dopo la riunione degli avvocati, sabato mattina, era stata diffusa una nota con la quale si ricordava che la sezione del Tribunale di Viareggio ha un bacino di utenza di 170mila abitanti, che in estate sono più di 500mila; un territorio di 360 kmq e «rappresenta una realtà socio-economica importante e del tutto peculiare (cantieristica, turismo, manifatturiero, lapideo, florovivaismo, cultura). Inoltre, la sezione di Viareggio ha un organico che la pone in seconda posizione in Italia per il numero dei magistrati (sei togati e sei onorari); ha una produttività molto elevata (106,3% sono i processi definiti rispetto a quelli sopravvenuti nel 2010); ha un carico di lavoro, per i processi sia nel settore civile che in quello penale, superiore a quello di tanti altri tribunali provinciali che non saranno soppressi». Tutte le voci intervenute «sono state unanimi: il momento è decisivo perché i pareri saranno formulati in questi giorni; è indispensabile che le commissioni giustizia del Senato e della Camera esprimano pareri concordanti». (d.f.)
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