Il Tirreno

Versilia

«Se non ci ascolteranno bloccheremo l’autostrada»

di Matteo Tuccini
«Se non ci ascolteranno bloccheremo l’autostrada»

La rabbia dei balneari che scivolano verso le aste: lo sciopero è solo l’antipasto E l’assist del Parlamento agli alberghi fa discutere: «Dov’erano i nostri politici?»

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VIAREGGIO. Arrabbiati, ora più che mai. Soprattutto con i politici: sindaci e parlamentari della Versilia che sembrano pensare, in questo momento, ad altro invece che al destino di oltre 400 imprese a conduzione familiare. Ed è a loro che balneari inviano una sorta di ultimatum: «Fin qui ci avete riempito di pacche sulle spalle, ora fateci vedere i fatti».

Anche perché, spiega Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale di Fiba Confesercenti, «lo sciopero di venerdì non è che un test per capire di cosa siamo capaci. Non ho mai detto che mi basta stare chiuso per due ore per sentirmi a posto con la coscienza. Prima di veder morire un sistema economico che funziona e che dura da più di 100 anni, siamo pronti a tutto: anche a bloccare l’autostrada».

E se davvero si andrà avanti così, con Roma - soprattutto il governo - decisa verso la messa a gara delle concessioni dal 1° gennaio 2016, le proteste clamorose saranno inevitabili.

I dubbi sullo sciopero. La perplessità sull’efficacia o meno dello sciopero del 3 agosto, con gli ombrelloni chiusi fino alle 11, c’è stata eccome da parte di alcuni balneari. In primis dall’associazione di Forte. I motivi? C’è chi la ritiene un’iniziativa troppo blanda, e chi - dietro questo scarso entusiasmo - nasconde la paura di rimetterci qualche quattrino. Sia mai che il cliente chieda indietro dei soldi perché non si è potuto mettere all’ombra al mattino presto.

«Ma io credo - dice Lardinelli - che l’adesione sarà alta. Perché in tanti si stanno convincendo, anche dopo le ultime notizie negative, che tempo da perdere non ce n’è più. I miei colleghi, anche quelli restii a qualsiasi forma di protesta, sono consapevoli di quanto sta accadendo».

Più perplesso, ma senza escluderlo, su possibili azioni clamorose a breve termine è Graziano Giannessi (Sib Confcommercio): «Ritengo che prima di alzare il tiro bisogna aspettare l’esito dello sciopero. Inoltre, in questo momento siamo tutti impegnati con la stagione, che ha i suoi problemi. Ma si badi bene: se questo governo continua a ignorarci, sarà inevitabile mobilitarci in maniera massiccia. Mi dà da pensare che si siano impermaliti per uno sciopero contenuto...»

«Politici, battete un colpo». Giannessi, inoltre, dice la sua sul parere fornito dalla 10ª commissione della Camera, che ha praticamente confermato le gare delle spiagge, con una richiesta di favorire nei punteggi gli alberghi che hanno gli stabilimenti.

«Quel documento contiene anche cose positive, come il rilascio delle licenze per la gestione dei locali in spiaggia, alla maniera dei bar e ristoranti - dice Giannessi - certo è che quell’assist agli alberghi ci lascia sorpresi e anche un po’ arrabbiati...».

Uno schiaffo alla Versilia che - da questo punto di vista - unisce vecchi avversari come Giannessi e Lardinelli nel lanciare un appello - ma è più un ultimatum - ai politici versiliesi: se ci siete, battete un colpo. «Francamente - conclude Lardinelli - mi sono stancato della solidarietà. E capisco che a un certo punto ci si comincia a sentire presi in giro». Maliziosamente, i due leader suggeriscono che è tempo di elezioni. Ma con sincerità, invitano «a dare corpo alle promesse di stare accanto alla categoria in maniera continua». Anche perché pare proprio che la pazienza si sia esaurita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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