Sicurezza
Comune, ultimo atto: 16 consiglieri dimissionari
Alle 12,30 tutta l’opposizione si è messa in coda all’ufficio protocollo La dichiarazione: siamo a disposizione del commissario e della città
VIAREGGIO. Mezzogiorno e mezza, ufficio protocollo, tutti in coda: sedici consiglieri comunali, sedici lettere di dimissioni. Le forze all’opposizione dell’amministrazione Lunardini hanno fatto ieri mattina il passo che mette fine all’esperienza del governo di centrodestra a Viareggio. È finita. Nel primo pomeriggio è arrivata la nomina del commissario prefettizio: Domenico Mannino, 65 anni, ex Prefetto di Livorno. In carica da subito per portare alle prossime elezioni amministrative una città complessa e difficile.
Luca Lunardini da oggi non è più sindaco. Eletto nel maggio 2008 con il 61,8% dei voti, si giocò la poltrona di primo cittadino contro Andrea Palestini, candidato del centrosinistra al secondo turno, nome di rottura con l’amministrazione di Marco Marcucci, uscito vincitore dalle primarie del Pd che lo videro correre contrapposto a Fabrizio Manfredi che del sindaco uscente era assessore all’urbanistica.
Una firma dietro l’altra, in ordine alfabetico: Giulio Barsacchi, Antonio Batistini, Lorenzo Bertoli, Leonardo Betti (Pd), Milziade Caprili, Romina Cortopassi (Sinistra Arcobaleno), Giorgio Fruzza (Pd), Isaliana Lazzerini (gruppo misto),Antonio Nicoletti, Andrea Palestini, Franco Paterni (Pd), Bruno Puccinelli (Udc), Chiara Romanini (Pd), Nino Segiampietri (Vivere Viareggio), Paolo Spadaccini (Udc), Eugenio Vassalle (gruppo misto). Tutti «a disposizione del commissario» per indicare le priorità della città, a partire dal bilancio che il sindaco Lunardini, nei giorni scorsi, ha dichiarato essere pronto e senza lacrime e sangue grazie alla scelta di portare quasi al massimo l’aliquota Imu per le seconde case. Come annunciato al “Tirreno” nei giorni scorsi dallo stesso Lunardini.
Le reazioni. Molti i commenti della politica. A cominciare dal Pdl che fa parlare il vicecoordinatore regionale vicario, onorevole Riccardo Migliori: «A Viareggio, il contributo ribaltonista dell'Udc e di Fli per lo scioglimento del Consiglio comunale segna il Rubicone del sistema delle alleanze in Toscana. L'Udc e Fli toscani preferiscono essere ascari della sinistra che costruire l'alternativa. Il Pdl, unica forza politica toscana estranea al sistema del potere del Pd, dalla Regione ai Comuni governati, inizierà una riflessione circa l'opportunità di mantenere alleanze (evidentemente provvisorie) con chi ha scelto il cartello Bersani-Vendola-Casini-Fini anche in Toscana».
Pronta la risposta dell’Udc: «Quando un'amministrazione comunale fallisce nel proprio ruolo di governo, non possiamo che esserne dispiaciuti - afferma il segretario regionale Lorenzo Zirri. Noi crediamo che l'amministrazione Lunardini abbia fallito i suoi obiettivi. Per quanto concerne la pausa di riflessione espressa dall'onorevole Migliori, ci permettiamo di sottolineare che il Pdl avrebbe dovuto attuarla già da molto tempo: da quando viveva della sindrome dell'autosufficienza politica, anche in termini di alleanze; da quando ha perso i più importanti Comuni conquistati in Toscana, come Grosseto, Arezzo, Lucca e Montecatini. Allora è stato fallito l'obiettivo di creare un'alternativa credibile al Governo della sinistra. Per questo il Pdl non potrà più essere il perno di quell'alternanza». Alla dichiarazione si associa Angelo Pollina, coordinatore regionale di Fli.
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