Il Tirreno

Versilia

Guardia di finanza tra barche e banchine

di Donatella Francesconi
Guardia di finanza tra barche e banchine

Controlli per tutta la giornata di sabato e la mattina di ieri. Verifiche anche sui brokers ed i contratti di noleggio

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VIAREGGIO. Tempi di controlli fiscali, dagli stabilimenti balneari agli affitti in nero. E non sfugge alla guardia di finanza il porto che, a detta di tutti, non vive una stagione felice. Per tutta la giornata di sabato gli uomini delle Fiamme gialle hanno lavorato tra gli ormeggi. Quelli della Madonnina, delle banchine che guardano il Club nautico, ma anche gli altri della Darsena. Qualche imbarcazione si è vista interdire l’uscita fino a che la verifica dei documenti non è stata eseguita, qualcuna ha lasciato l’ormeggio con l’impegno di mostrare le carte in regola il giorno successivo, qualche proprietario - invece - visto il “movimento” si è fatto passare la voglia di prendere il mare e se n’è tornato indietro, rimandando la gita.

Nella mattinata la guardia di finanza è rimasta in porto fino intorno alle 13. A bordo controlli sulla documentazione in possesso dei proprietari, comprensiva della tassa da pagare entro il 31 maggio: importi da 800 a 25mila euro, a seconda della lunghezza della barca, a partire dai 10 metri, lunghezza standard per chi naviga per diporto. Le Fiamme gialle hanno eseguito apposite verifiche documentali su questo aspetto.

In alcuni casi il lavoro degli agenti impiegati tra le banchine ha comportato l’attesa del rientro in porto delle imbarcazioni più grosse. Quelle, insomma, che non possono passare inosservate per stazza e bellezza.

Nel pomeriggio, invece, l’attività di verifica si è spostata sui brokers, sui contratti di ormeggio, sugli affitti delle imbarcazioni. Ancora controlli fiscali, incroci di dati, acquisizione delle tariffe praticate per l’ormeggio.

Un’attività che è iniziata con l’estate, tanto che non è raro incrociare, in queste settimana, la motovedetta della guardi di finanza ormeggiata alle banchine che fronteggiano la sede del Club nautico, negli spazi dedicati alle tante forze del’ordine che operano in porto.

L’attenzione e le domande si sono addentrate anche sullo stato della cantieristica viareggina e sulle condizioni dei fondali del porto. Dove, a fine stagione estiva, dovrebbero riprendere gli interventi di escavo finanziati dalla Regione. E fortemente caldeggiati da tutti gli Enti riuniti, appena qualche mese fa per fare il punto per inizio della bella stagione. Capitaneria di porto in testa.

All’indomani della crisi di Giunta scoppiata e alla vigilia dell’arrivo del commissario, con il dirigente del lavori pubblici del Comune che dal 5 agosto sarà in ferie, il bando di gara per l’escavo autunnale non è ancora stato pubblicato.

Starà al commissario prefettizio, dunque, autorizzare i lavori. Così come sarà il commissario a dover sollecitare la Regione affinché sciolga il nodo di un’Autorità portuale formalmente approvate e licenziata dal consiglio regionale, ma della quale si sono perse le tracce. Probabilmente perché il centrosinistra che governa la Regione e che aspira a tornare a governare Viareggio preferisce attendere che sia certificato il cambio di amministrazione per tornare ad occuparsi del porto. Per il cui governo - queste le voci di radio-banchina - Firenze vorrebbe affidarsi ad un ex militare, nei panni del segretario della stessa Autorità.

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