Sicurezza
Troppe cartelle sono pazze
Il consorzio del Portone contesta gli accertamenti Ici da migliaia di euro
PIETRASANTA. « Ogni cittadino è chiamato a pagare le tasse e verificati i presupposti nessuno, neanche il Sindaco, può ovviamente opporsi all’invio delle cartelle». Una presa di posizione perentoria, quella dell’assessore Daniela Ferrieri, in replica a chi si era dichiarato pronto a consegnare le chiavi della propria attività al primo cittadino, dopo aver ricevuto la richiesta di pagare, per accertamenti Ici, importi oscillanti fra i 20 e i 30 mila euro per tasse non pagate, o pagate in modo improprio, negli ultimi 5 anni. Accertamenti che riguardano, in particolare, una quarantina di titolari di aree fabbricabili al Portone. «Gli uffici svolgono la loro attività istituzionale – continua Ferrieri – non è certamente la parte politica che decide l’ammontare delle tasse e neppure se fare o non fare gli accertamenti. Come sempre gli uffici i compiono verifiche, chiedono e danno chiarimenti, incontrano i cittadini e, solo se necessario, inviano le cartelle. C’è comunque disponibilità per eventuali rateizzazioni» taglia corto Ferrieri il cui approccio, però, risulta poco gradito dalle aziende del Portone, come spiega il presidente del Cosorzio Cip 90, Simone Tartarini. « La premessa è che chi ha evaso deve pagare. Senza storie. Detto questo è bene che l’assessore ed il Comune valutino i singoli casi perché stanno già emergendo situazioni degne di approfondimento. C’è questa volontà sanzionatoria a prescindere, che non ci convince, quando basterebbe, invece, che gli uffici comunali, si parlassero fra loro. Ad esempio un socio si è visto recapitare una cartella perché non ha dichiarato la trasformazione di un immobile in civile abitazione. Eppure in questo stesso immobile, dalle carte comunali, il socio risulta da tempo residente. Una volta per tutte: è il Comune che deve essere a disposizione dei cittadini e non viceversa: in molti casi, relativi agli accertamenti, dobbiamo parlare di elusioni, legate proprio a mancate dichiarazioni su alcune destinazioni di uso da parte del soggetto interessato. Destinazioni comunque desumibili dalle carte in possesso degli uffici comunali. Senza poi dimenticare che vengono applicate sanzioni del 100% che fanno impennare l’importo da pagare e che rappresentano un serio problema. Un’amministrazione – rilancia Tartarini - ha il dovere di confrontarsi con i suoi cittadini, metterlo nelle condizioni di spiegarsi ed evitare di farci passare, a cadenze cicliche, come una massa di evasori quando, e mi ripeto, le situazioni propongono, spesso, interpretazioni diverse. Si cominci a fare funzionare la macchina di palazzo, facendo si che gli uffici mettano a disposizione degli altri sportelli tutta la documentazione necessaria».
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