Attenzione
«Fannulloni all’Asl? Se ci sono, la colpa è di chi li dirige»
I sindacati: respingiamo le accuse sull’assenteismo ma il personale è ridotto e non sopporta più certi ritmi
VIAREGGIO. «Ci siamo rotti le scatole di essere chiamati fannulloni. È bene rendersi conto che se si sta a casa con dei certificati, o i medici che li firmano dicono il falso oppure il dipendente è malato, e quindi non può lavorare».
I sindacati dei dipendenti dell’Asl replicano alle accuse di assenteismo rivolte loro dal consigliere regionale Gian Luca Lazzeri (Lega Nord). Per la verità, sono gli stessi dati dell’istituto S. Anna a essere poco teneri con l’azienda sanitaria versiliese, dove la percentuale delle assenze rispetto alle ore lavorative è in aumento costante dal 2009. Cifre che piazzano la Versilia tra le peggiori 4 realtà della Toscana.
«Bisogna capire - affermano Laura Del Freo della Cgil e Claudio Velia e Fausto Delli della Uil - se questi dati tengono conto anche degli infortuni sul lavoro. Che qui, all’ospedale di Lido, possono accadere. Inoltre, è necessario tener conto di una situazione divenuta poco gestibile: la riduzione del personale, avvenuta col blocco del turn-over e le mancate sostituzioni per le maternità, che porta medici e infermieri a una condizione di stress. Non si sopportano più certi ritmi, ed è normale che si si possa accusare questa situazione anche ammalandosi di più. Detto questo, l’organizzazione del lavoro spetta ai dirigenti, e se ci sono pecche, la colpa è loro».
Il fatto è che pensare a rinforzi per l’ospedale è pura utopia. Quell’orrenda creatura chiamata spending review, e che si traduce con l’uso della scure sui costi degli enti pubblici, è una realtà con cui anche l’Asl della Versilia dovrà fare i conti. Con scenari inquietanti. «Ad oggi - dicono i sindacati - non sappiamo se il nostro direttore generale Giancarlo Sassoli, in pensione a inizio ottobre, sarà sostituito da un pari grado o da un commissario che preluda alla fusione con Lucca. O, peggio, a quella con Massa». Beh, vallo poi a spiegare ai cittadini versiliesi che devono spartire i debiti con l’Asl più disastrata della Toscana. Comunque, quello che si teme è un taglio lineare, come ad esempio la riduzione del 10% del personale su tutte le aziende sanitarie. Oppure fusioni con altre realtà.
«Dopo l’accorpamento delle due chirurgie - concludono i rappresentanti dei dipendenti - la nostra Asl ha pochi margini di risparmio. Ma del laboratorio unico per la analisi e della centrale del 118 unificata si parla così tanto che possiamo definirle ben più che voci». Per non parlare del ticket aggiuntivo sui farmaci, che - dicono i ben informati - farà capolino molto presto, a dispetto delle smentite. Facendo arrabbiare gli utenti.
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