Sicurezza
Pietrasanta e Forte alleate nel pallone
Le due squadre giovanili decidono la fusione. Coinvolti nel progetto sportivi di primo piano come Coluccini e Mariani
PIETRASANTA. In attesa che le singole amministrazioni comunali mettano da parte campanilismi e invidie, sono le società di calcio a portare avanti l’obiettivo della “Versilia unica”. Una scelta legata a tanti fattori diversi non ultima la volontà di dare un futuro stabile a un settore importante in un momento di crisi.
Ovviamente lo fanno per ragioni economiche, ma nel caso della recente fusione fra Sporting Forte dei Marmi e Sporting Pietrasanta – in precedenza c’era stata quella fra Forte e Querceta - il progetto è più articolato: allestire un settore giovanile importante, di quelli che fanno la differenza su scala regionale.
Progetto che vede coinvolti nomi del calcio locale come Serafino Coluccini, già numero uno del Pietrasanta e ancora Stefano Mariani, ex calciatore di Parma, Empoli e Brescia, gloria pietrasantina e massese, che accanto a sé , da neo direttore tecnico, ha voluto fra gli allenatori Daniele Bellotto, ex calciatore di Treviso e Pistoiese.
«La Versilia, così come Massa, è una terra che ha sempre “prodotto” buoni calciatori: a mio modesto avviso – spiega Mariani – negli ultimi anni si è però smesso di valorizzare seriamente i settori giovanili, puntando più sulle prime squadre dove, poi, gli stessi giovani, finiscono per ritagliarsi ruoli marginali. Se lo sport ha un ruolo anche sociale e di formazione, è giusto che si lavori in modo tale che già dalle scuole calcio, dove sono protagonisti bambini di 6, 7 anni, si possano fare le cose seriamente. Il calcio, ai ragazzi, va insegnato da chi ci ha vissuto dentro a lungo: inutile improvvisarsi o dare spazio a chi ha solo l’ambizione di dirigere una squadra senza avere i fondamentali per farlo. Per una decina di anni, una volta smesso di giocare, mi sono tenuto lontano da questo mondo, ne ero quasi nauseato: oggi, invece, raccolgo la proposta di Coluccini e di Ernesto Angelini (i due presidenti, ndr) e ancora di Alberto Rossi, perché c’è voglia di allestire in Versilia un vivaio importante, competitivo e che unisca due bacini di grande significato, come Forte dei Marmi e Pietrasanta».
Da qui il nome della nuova società, Sporting Forte dei Marmi-Pietrasanta, che, partendo dalle scuole calcio, avrà squadre in tutti i vari campionati di categoria: esordienti, giovanissimi, allievi, juniores, con un appendice della prima squadra, che si limiterà alla terza categoria.
«Ma il nostro compito era e resta rivolto solo ai giovani: per questo motivo ho puntato su uno staff di una decina di persone, fra tecnici, medico sportivo e preparatori. La selezione fra i migliori elementi poi, ovviamente, la farà il campo, ma quello che più ci preme, in quello che è una sorta di anno zero per noi, è diventare un riferimento per le famiglie di questi ragazzi».
Ragazzi che si annunciano, a quanto pare, in numero importante, visto che sarebbero già oltre 150 quelli in procinto di indossare la nuova casacca, mentre la segreteria presente allo stadio Necchi di Forte dei Marmi è a disposizione, ogni pomeriggio, per le informazioni di rito.
E a proposito di impianti: in attesa del via libera definitivo da parte delle amministrazioni comunali, sarebbero già stati individuati gli stadi dove giocare le partite: stadi che sono poi quelli di Forte e Pietrasanta, mentre per gli allenamenti le location di riferimento saranno il nuovo manto in sintetico di via Versilia e il centro sportivo della Pergolaia.
« Molti ex giovani, compreso il sottoscritto, sono cresciuti - spiega da ultimo Mariani - sia dal punto di vista calcistico che umano, nelle giovanili del Forte dei Marmi allora dirette da un vero maestro come Eugenio Cherubini: lo spirito per ripartire deve essere proprio quello di Cherubini, che faceva calcio seriamente senza trascurare gli aspetti della formazione del ragazzo».
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