Il Tirreno

Versilia

«La crisi c’è e ci sentiamo abbandonati»

Fondi sfitti e negozi vuoti. I commercianti di Querceta: anche noi dobbiamo essere pronti a investire

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QUERCETA. Sono state come una scintilla che ha scatenato un incendio le dichiarazioni del presidente del Centro Commerciale Naturale di Querceta Mirco Baldi: dopo le sue parole infatti altri commercianti si sono fatti coraggio e hanno detto la loro in merito alla crisi che sta duramente colpendo il loro settore. Un periodo nero quello dei negozi quercetani, e che si rende manifesto attraverso i tanti fondi vuoti (soprattutto sotto i due palazzi del centro) e degli innumerevoli cartelli “affittasi” o “vendesi”.

Ma la colpa di tutto questo, chi (o che cosa) se la deve assumere? «La crisi è un dato di fatto di questi tempi- racconta un po’ sconsolata Chiara Bianchi, titolare del negozio di abbigliamento “Freedom”- e sicuramente è una delle principali cause del “dissesto commerciale” anche qui a Querceta. Certo la sparizione delle scuole elementari di piazza Matteotti prima e il dislocamento della Croce Bianca e di tutto l’apparato Usl dopo ha inciso fortemente sul flusso di persone che circolavano nel nostro centro. Diciamo che quest'ultima trovata è stata il colpo di grazia per una città che, se rimarrà dimenticata dall'amministrazione comunale e da tutti, è destinata a morire presto». «Serve un comune più attivo e attento alle problematiche commerciali anche delle sue frazioni- afferma Doretta Tardelli, proprietaria dello storico negozio "Cose Belle"- qui a Querceta praticamente di iniziative comunali non se ne è più viste da diverso tempo. Sono d'accordo anche sul fatto che senza più l'Usl in centro città il numero di persone sia fortemente diminuito, basta vedere i parcheggi che incredibilmente si riescono a trovare, ma sono altrettanto convinta che non siano queste le uniche cause: è necessario- precisa- che alcuni commercianti siano pronti ad investire di più nelle loro attività, così da rilanciare la competitività commerciale». C'è chi però più di tutti ha avvertito, negli ultimi venti giorni, un calo della sua clientela. È il caso del bar "2 di Picche", di fronte alla vecchia sede della Croce Bianca e spesso in passato frequentato dai volontari: «Senza la Pubblica Assistenza- ammette il titolare Andrea Pardini- ho perso almeno il 20-30% dell'incasso. Certo per attutire il colpo servirebbero iniziative capaci di portare fuori di casa la gente dopo cena, ma qui a Querceta ormai non c'è più nulla». (g.b.)

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