Il Tirreno

Versilia

Busso alla porta e scopro l’affitto in nero

di Matteo Tuccini
Busso alla porta e scopro l’affitto in nero

La Finanza visita ville e appartamenti per verificare se al turista è stato fatto il contratto: già decine le multe

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VIAREGGIO. La Guardia di finanza, a differenza del postino, suona una volta sola. «Scusi, lei è un turista in affitto?». E alla risposta affermativa, scatta la domanda fatale: «Ce l’ha il contratto per stare qui?». E a quel punto, il volto - già piuttosto abbronzato - si scurisce.

Così emerge, ad esempio, che una villa a Forte è stata locata a 20mila euro, per il periodo dal 15 luglio al 15 agosto, senza versare un centesimo al Fisco. Il che significa che il proprietario in questione passerà dei guai.

Campagna a tappeto. Come lui, sono già numerosi i proprietari di appartamenti di vario pregio e dimensione - da Viareggio a Forte - che sono stati stangati dalla Guardia di finanza in questa prima parte d’estate. Sono in corso in questi giorni, infatti, controlli a tappeto delle Fiamme gialle contro la piaga dell’affitto in nero.

Una pessima abitudine che vive tutto l’anno, ma che nell’estate versiliese diventa quasi una moda... anti-crisi. Con risultati clamorosi, come si è visto nel caso della villa di Forte.

E pare che la campagna - che durerà fino alla fine dell’estate - non riguarderà solo l’anno in corso, ma pure le estati precedenti. Col risultato che l’evasore potrebbe vedersi costretto a restituire un sacco di quattrini all’Erario.

Come avvengono i controlli. Fino all’altroieri, i controlli per gli affitti in nero erano complicati da fare. C’era bisogno, come minimo di una segnalazione precisa, e comunque anche in quel caso si rischiava di non arrivare al dunque, perché era difficile registrare il passaggio di denaro dal proprietario all’inquilino provvisorio. Ma con le nuove normative introdotte dal governo Monti, il lavoro della polizia tributaria è più semplice.

La Finanza, infatti, si è fatta consegnare dai Comuni le liste dei proprietari di seconde e terze case (e oltre), verificando quali fossero ufficialmente sfitte. Si parla di abitazioni, cioè, che per il Fisco sono disabitate.

Inoltre, la Finanza ha monitorato - ed è uno dei primi casi in cui questa nuova possibilità viene messa in pratica - i movimenti bancari dei proprietari di queste case “vuote”.

Se i militari scoprono, ad esempio, bonifici ripetuti che non hanno motivazioni conclamate e che risultano sospetti, soprattutto perché in periodi estivi, è un’ulteriore traccia da seguire.

«Salve, siamo la Finanza». A quel punto, i militari vanno a suonare alla porta. E qui, in più di un caso, si vedono aprire da persone con accento non proprio versiliese.

Una volta appurato che non si tratta dei proprietari, ma di turisti, si chiede di mostrare il contratto d’affitto. E qui casca l’asino.

Tra l’altro, sono gli stranieri a denunciare più facilmente quanto accaduto: gli italiani, spesso, si inventano storie clamorose per evitare guai, come ad esempio parentele e altri legami col proprietario.

Le cifre. Gli importi evasi sono, e non potrebbe essere altrimenti, molto differenti a seconda del luogo e della tipologia dell’abitazione. Si va dai 20mila euro di cui parlavamo all’inizio dell’articolo per una villa a Forte, ai 2-3mila euro chiesti a Viareggio, dove ormai è quasi impossibile superare questa cifra. Anche perché qui gli affitti estivi sono al minimo storico, visto il pessimo andamento del turismo in città tra degrado e scarsa capacità di offerta. Esattamente il contrario di quanto accade a Marina e Forte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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