La manifestazione
Sarzanese, primi controlli con l’autovelox
Nuovi striscioni per chiedere sicurezza. Vecoli: «Servono restringimenti di carreggiata»
CAMAIORE. Modello nord-Europa, dove le strade provinciali, quando attraversano i centri urbani, non solo hanno autovelox fissi, ma restringimenti di carreggiata e attraversamenti pedonali rialzati. È questa la proposta di Jan Vecoli, ex consigliere di Rifondazione, alla luce del dibattito che si è accesso per la sicurezza sulla Sarzanese. Intanto, sulla Provinciale, sono apparsi anche altri striscioni di protesta, oltre che gli agenti della municipale a controllare le velocità delle auto in transito. Vecoli, in realtà, aveva già tirato fuori la proposta un paio di anni fa, durante l'amministrazione Bertola, ma l'idea fu bocciata. Oggi la tira di nuovo fuori: "Chiedo semplicemente - dice l'esponente della Federazione della Sinistra - di adeguarci a quelli che sono gli standard del nord Europa. Quando una strada provinciale o statale attraversa un centro urbano loro mettono un autovelox all'inizio e alla fine del tratto interessato. Ma poi restringono la carreggiata e mettono dossi rialzati». Intanto ieri i residenti di Capezzano hanno accolto di buon grado la presenza di due agenti della municipale lungo la Sarzanese. "Armati" di autovelox e di paletta hanno fatto da deterrente per la velocità delle auto. Prosegue anche la raccolta firme per la petizione da inviare al Prefetto avviata da Caroline Benedetti, la compagna di Giovanni Fortunato, l'ultima delle vittime della strada a Capezzano. In diverse attività commerciali e pubbliche di Camaiore, Capezzano e Lido si trovano i moduli per chiedere autovelox sulla Sarzanese.
Ieri intanto, ad un mese dalla morte di Vincenzo Giannecchini, il commerciante travolto in bici, sul balcone sopra l'agraria di cui era titolare è apparso un nuovo striscione. "Più controlli meno velocità uguale più sicurezza", c'è scritto sul cartello. (m.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
