Sicurezza
Ok agli alberghi al posto dei ristoranti sulla Marina
Il presidente del Parco, Fabrizio Manfredi: ci sono le possibilità dal punto di vista normativo. Ribadito il no al ballo ma apertura agli eventi
TORRE DEL LAGO. I numeri della stagione sulla Marina di Torre del Lago sono sconcertanti: i locali hanno battuto circa il 50% in meno di scontrini rispetto al 2011 e rinunciato a un centinaio di assunzioni. Una situazione dovuta in primis alla chiusura e poi al cambio di destinazione di locali come Mamamia e Stupida e a una politica ferrea, che ha visto di conseguenza mancare una buona fetta del turismo gayfriendly da anni fonte di sostentamento per tutte le attività. Un mese fa il vice sindaco Ciro Costagliola ipotizzò un cambio di destinazione dei locali che potesse dare la possibilità ad alcuni dei troppi ristoranti di trasformarsi in bed and breakfast oppure in centri wellness. Ma ecco la novità: il secondo piano di gestione prevede una serie di opportunità dal punto di vista urbanistico, edilizio e commerciale rispetto al primo, come la creazione di case vacanze e alberghi sulla Marina, ma non di bed and breakfast.
«Auspicherei che ci fosse sempre più una forma di liberalizzazione e di passaggio fluido tra una categoria e l’altra per rendere la Marina più viva possibile» spiega il neo Presidente del Parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, Fabrizio Manfredi. «Senza ombra di dubbio ci sono ancora troppe rigidità nella normativa, nonostante sia stata ammorbidita con il secondo piano di gestione: intanto cominciamo ad attuarlo, poi vediamo se si possono proporre delle varianti normative per migliorare alcune situazioni».
«A differenza degli alberghi - continua Manfredi - i bed and breakfast non possono esserci perché presuppongono la residenza, che nei locali delle marine non è prevista. Però case vacanze e alberghi potrebbero essere presenti già oggi in quei volumi». Obiettivo del primo piano di gestione fu infatti quello di fotografare la situazione delle due marine e definire i volumi consentiti, che «non possono essere aumentati, ma in compenso potrebbero veder nascere una maggiore flessibilità per quanto riguarda la destinazione d’uso. E’ ovvio – prosegue Manfredi - che andranno fatte delle valutazioni rispetto agli standard e ai servizi che si dovranno offrire».
Ricollegandosi alla vicenda che ha visto apporre i sigilli a Mamamia e Stupida, Manfredi è chiaro: «Ci sono norme da rispettare. I gestori devono sottostare ad una serie di regole relative al tipo di attività che possono svolgere, tra cui non è previsto il ballo. Le uniche due discoteche sulle marine che possiedono l’autorizzazione sono il Frau Marleen e gli Ex Magazzini Mondani e su questo non si discute». Al momento l’unico modo per consentire una forma alternativa di divertimento e pubblico spettacolo sarebbe dunque la creazione di eventi, come propose due mesi fa l’associazione Torre Viva: visto l’andazzo negativo della stagione estiva l’associazione aveva ipotizzato la creazione di eventi per tre fine settimana di luglio lungo il viale con musica e divertimento, in modo da sopperire alla mancanza di attrazioni. Ma la cifra richiesta per il suolo pubblico e la sorveglianza della polizia municipale si aggirava sui 50mila euro, al momento non alla portata dei commercianti. «Da tempo ne stiamo ragionando, e come Parco diamo la massima disponibilità alla loro realizzazione – spiega Manfredi – con gli eventi è possibile fare deroghe per luminosità, rumore e molto altro, ma ormai siamo già ad agosto e la situazione è andata così per quest’anno».
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