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Negozi di Querceta vuoti e in crisi «Siamo alla frutta»

Negozi di Querceta vuoti e in crisi «Siamo alla frutta»

QUERCETA. «A Querceta ormai siamo alla frutta». È lapidaria la sentenza di Mirco Baldi, presidente del Centro Commerciale Naturale di Querceta, che stende un netto bilancio sulla situazione...

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QUERCETA. «A Querceta ormai siamo alla frutta». È lapidaria la sentenza di Mirco Baldi, presidente del Centro Commerciale Naturale di Querceta, che stende un netto bilancio sulla situazione commerciale del centro cittadino puntando il dito in particolare contro il comune e la Croce Bianca.

Sono passati 20 giorni dall’inaugurazione del nuovo centro medico polifunzionale della Pubblica Assistenza e a quanto pare la crisi che già minacciava gli esercizi della frazione è andata incontro ad un forte innalzamento causato, secondo Baldi, «dal dislocamento di un polo come l’Usl che portava prima in centro moltissime persone. Bisogna ora chiederci con coscienza- continua- era proprio necessario compiere quest’opera? E se sì, andava per forza distrutto tutto quello che c’era prima e che non era nemmeno strettamente legato alla Croce Bianca? Lo smembramento di tutto l’apparato sanitario precedente, come gli studi medici “Millennium”, a mio avviso sono serviti solamente all’Usl che presto probabilmente convertirà in appartamenti i locali rimasti vuoti. Noi poveri commercianti invece siamo rimasti “a bocca asciutta”». Ma la protesta non riguarda solo la Croce Bianca: tra i motori del «progetto distruttivo di Querceta» c’è anche l’area ex-Olimpya che sarà «l’atto finale di questo processo e- prosegue Baldi- provocherà la disperazione di molti commercianti che hanno proprietà in quella zona e che vedranno svalutati anni di sacrifici senza potersi spostare in aree migliori». Quale potrebbe essere allora la soluzione per questa crisi? La risposta di Mirco Baldi è ancora una volta decisa: una maggiore attenzione da parte dell’amministrazione comunale volta a rivalutare la frazione quercetana. «Non pretendiamo certo di fermare il progresso e gli investimenti privati, ma è necessario controbilanciare questo decentramento con investimenti mirati: avevamo chiesto il suolo pubblico gratuito o quantomeno ridotto a 10 centesimi al metro quadrato, ma dal comune non abbiamo avuto risposta. Non ci servono soldi ma una collaborazione più attiva col sindaco».

Gabriele Buffoni

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