La manifestazione
Il sindaco si è dimesso: «Finisce qui»
Venti giorni di tempo per ritrovare una maggioranza ma Lunardini è determinato: torno a lavorare in ospedale
VIAREGGIO. «Per me finisce qui». Sono da poco passate le 13 quando Luca Lunardini, sindaco dal maggio 2008, conferme le proprie dimissioni, formalizzate nella mattinata del “day after”. La sera prima, ormai a notte inoltrata, ha annullato l’adozione del Regolamento urbanistico. Un passaggio fortemente voluto dall’irriducibile assessore Roberto Bucciarelli, uno dei pochi che ha consolidato la propria posizione fin da subito nell’amministrazione del sindaco arrivato in Municipio con oltre il 61% dei voti. Non è bastato, però, creare il super dirigente (Riccardo Raffaelli) e neppure agitare lo spettro del danno erariale (il ragioniere capo), o tuonare che i privati al provvedimento avevano già fatto la bocca (il segretario generale del Comune). Diciassette i voti che hanno cancellato l’adozione del Regolamento: tutta l’opposizione di centrosinistra, più i consiglieri Alessandro Bolognesi (Pdl), Spadaccini e Puccinelli (Udc), Vassalle (Gruppo misto, esponente di Fli).
«È chiaro che la mia decisione - dichiara Lunardini ai cronisti - è strettamente legata a quanto accaduto in consiglio comunale. Non ho più la maggioranza da marzo, e cioè da quando Paolo Spadaccini, per l’Udc, ha aperto la crisi. Mi ero impegnato a portare i provvedimenti della Giunta di volta in volta in consiglio per passare dal voto e a dimettermi alla prima bocciatura. Così è stato ed io sono uomo di parola».
Date le dimissioni ci sono venti giorni perché le stesse diventino effettive: «Ho verificato con la Prefettura - continua il primo cittadino - e non c’è un’altra strada. Altrimenti, per me, erano effettive da subito».
Lunardini, a fine serata, racconta di aver ricevuto «tante telefonate e tanti messaggi, sia di stima che di solidarietà. Alcuni dei quali anche inaspettati ma molto graditi. Mi ha telefonato anche il mio primario. Il 20 agosto dovrei essere in ospedale, al mio posto di lavoro. Salvo le esigenze del commissario, chiunque sia, se lo riterrà necessario...».
Lunedì, intanto, l’incontro con il Prefetto Alessio Giuffrida attualmente in ferie: «Farò presente che i temi da affrontare sono il fortissimo allarme sociale, l’emergenza sfratti, il bilancio con l’esigenza di far quadrare i conti senza portare la tassazione alle stelle. Direi che queste sono le cose che mi stanno a cuore nel lasciare questa esperienza amministrativa».
Ieri sera Lunardini era alla riunione convocata dal Pdl, il partito cui fa riferimento: «Smetto di fare il sindaco - assicura Lunardini - ma certo non di fare politica...». Indicato come candidato per le prossime amministrative (ormai più vicine), il medico urologo dovrà decidere in fretta se e come rimettersi in pista.
Dal Pdl, dai consiglieri comunali della maggioranza che non c’è più, come al solito, neppure una parola. Mentre alcuni tra gli assessori hanno scelto di continuare a fare come niente fosse, convocando per oggi appuntamenti e conferenze stampa. La Regione, invece, ha rinviato di una settimana la prima riunione del tavolo istituzionale sul Carnevale fissata per la giornata di oggi. «Una decisione - spiega una nota del Comune - che non ha niente a che fare con le dimissioni del sindaco».
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