Il Tirreno

Versilia

Ospedale, si torna alla chirurgia unica

di Matteo Tuccini
Ospedale, si torna alla chirurgia unica

Accorpati i due reparti “gemelli” diretti da Arganini e Nocentini: direzione affidata pro tempore al professor Cecchi

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. L’ospedale Versilia dice addio alla doppia chirurgia dopo soli 6 anni di vita. A mettere la parola fine sull’esperienza - iniziata nel 2007 con la nomina dei due primari Marco Arganini (chirurgia generale) e Luciano Nocentini (mininvasiva) al posto del dottor Francesco Medi - è una delibera firmata sei giorni fa dal direttore generale dell’Asl 12 Giancarlo Sassoli. Con cui si ufficializza il ritorno all’antico, già ventilato nei mesi scorsi e scritto anche dal Tirreno: la chirurgia unica.

Organico ridotto. I due reparti oggi esistenti, insomma, vengono accorpati: questo porterà, spiega il direttore Sassoli, «a un risparmio notevole di risorse e al taglio di un posto da primario». Al momento, Arganini e Nocentini - i cui incarichi scadevano rispettivamente il 31 luglio e il 31 agosto - vengono nominati coordinatori: la direzione è affidata al professor Massimo Cecchi (urologia), in quanto capo area. «In attesa - spiega Sassoli - del risultato del bando per il nuovo direttore, che è già stato pubblicato: la nomina avverrà a settembre».

È chiaro, però, che anche l’organico complessivo sarà rivisto: probabilmente almeno un posto di chirurgo verrà tagliato. Per quanto riguarda la riduzione dei posti letto nel nuovo reparto unificato, il dg Sassoli è sicuro che da questo punto di vista l’Asl versiliese ha già fatto molto: «Siamo dentro i parametri richiesti dal governo per i posti letto, è difficile togliere qualcos’altro».

Esperimento mai decollato. Ma l’accorpamento delle due chirurgie, su cui sicuramente pesano le indicazioni al risparmio di Governo e Regione, è solo in parte figlio di questo clima anti-sprechi. L’esperimento non è mai decollato, e a dirlo sono gli stessi vertici dell’azienda sanitaria. Che hanno ammesso, ora, il fallimento di questa scelta.

L’idea, allora, era di diversificare gli ambiti di attività dei due reparti, con la specializzazione della mininvasiva portata dal dottor Nocentini. Garantendo, con la nomina a primario di Arganini, la continuità del lavoro del professor Medi.

Col tempo, però, le due chirurgie si sono ritrovate a svolgere lo stesso tipo di interventi. In pratica, l’ospedale si è trovato con due reparti divenuti gemelli. E in tempi come questi, con la riduzione dei fondi per la sanità e la necessità di evitare sprechi, era una situazione difficilmente accettabile. Per carità, la professionalità dei medici che li hanno guidati e di quelli che ci hanno lavorato non sono in discussione. Casomai, a far discutere, sono state quella separazione e l’aggiunta di un primario. Che adesso vanno in archivio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa