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«Iacomini mi ha detto di aver visto l’auto quando è passato»

«Iacomini mi ha detto di aver visto l’auto quando è passato»

FORTE. «Ma ti pare che sia l’organizzazione che chiede al pilota se ha visto l’auto numero sette? Se non si ha il numero di commissari di gara o se non si ha il budget per pagarli, piuttosto il rally...

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FORTE. «Ma ti pare che sia l’organizzazione che chiede al pilota se ha visto l’auto numero sette? Se non si ha il numero di commissari di gara o se non si ha il budget per pagarli, piuttosto il rally non lo fai...». Parla così Marco Zampolini, amico e manager di Valerio Catelani e Daniela Bertoneri, morti nel rally di Lucca sabato notte. Zampolini ha dichiarato al “Tirreno” che da regolamento i tre equipaggi transitati sulla curva di Sant’Ilario prima che fiamme si sprigionassero, avevano l’obbligo di fermarsi sull’incidente. «Mi ha chiamato Iacomini che era sulla prima auto passata - racconta Zampolini - e mi ha spiegato di aver visto l’auto nel fossato». Iacomini - continua Zampolini - «mi ha detto: “Ho visto la macchina in abbandono e ho pensato che fosse stata lasciata lì dal giro precedente”. Quando, poi, arrivato in fondo si è sentito chiedere dagli organizzatori “hai visto la sette?” ha risposto subito “ma allora sono loro...”.».

Zampolini va giù duro: «Non si può fare un rally come quello di Lucca, tra i più importanti e partecipati, ed avere un commissario di gara ogni tre chilometri, di notte. Non deve essere il pilota che informa l’organizzazione che è successo qualcosa perché si sono “persi” una macchina. È desolante: che vuole dire? Gli organizzatori che ci stanno a fare?».

Nelle parole di Marco Zampolini c’è tanto dolore e tanta amarezza: «Per me il mondo del rally è chiuso con Valerio e Daniela. Per me le macchine sono finite...Ma questa tragedia ci deve insegnare qualcosa. Perché nel mondiale i commissari possono seguire quello che accade alle auto in tempo reale attraverso il Gps e nelle nostre gare no? Perché il sistema antincendio all’interno delle macchine non ha un sensore che lo attivi appena c’è fumo invece di dover essere premuto manualmente, cosa impossibile se l’equipaggio è svenuto o impossibilitato? A tutte queste domande il mondo del rally deve trovare risposte. Per Valerio e Daniela e perché una cosa del genere non accada mai più».

Donatella Francesconi

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