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Feste e happy hour, bagni contro negozi

Feste e happy hour, bagni contro negozi

FORTE. I balneari del Forte non ci stanno al j’accuse dei commercianti sulle vicende della ristorazione ampliata consentita dal decreto sulle liberalizzazioni. «E’ sempre piacevole leggere gli...

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FORTE. I balneari del Forte non ci stanno al j’accuse dei commercianti sulle vicende della ristorazione ampliata consentita dal decreto sulle liberalizzazioni. «E’ sempre piacevole leggere gli interventi un po’ folkloristici di Maffei – spiega in una nota l’Unione Proprietari Bagni del Forte - ma dobbiamo fare alcune precisazioni. Preso atto che certe situazioni le ha create un decreto legge e non un cavillo comunale - continuano i balneari del Forte - noi abbiamo chiesto fin dallo scorso mese di aprile un’interpretazione autentica delle norme da parte dell’amministrazione comunale, che si è presa del tempo, pur confermando preliminarmente che sarà difficile limitare ciò che la legge consente, se non attraverso un “piano acustico” che limiti ad esempio feste ed happy hour. Questi ultimi deserti - polemizzano i balneari con il presidente dei commercianti - perché non li facciamo, e dunque il clamoroso flop è quello di chi scambia la musica dell’aquagym per una festa. Ad ogni ulteriore buon conto a tutt’oggi noi non abbiamo ricevuto alcuna richiesta d’incontro da parte della categoria che si riconosce in Maffei, né a voce, né cartacea, né tramite mail, ma attendiamo fiduciosi».

«Infine, circa il fatto che due nostri associati storici si siano espressi in quel modo sulla ristorazione liberalizzata – concludono - i dirigenti dell’Associazione Commercianti cittadina dovrebbero riflettere su quella che è la nostra posizione. Ricordiamo inoltre, come già facemmo un anno fa, che le persone preposte al controllo sono le autorità locali e non la nostra associazione che, ancora una volta, richiama al rispetto delle regole e auspica pene severe a chi le ignora, cosa che dovrebbero auspicare anche i dirigenti dei commercianti nei confronti delle “pecore nere” presenti in ogni associazione di categoria». (r.f.)

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