Il Tirreno

Versilia

Il Pontile di Tonfano monumento al degrado

di Luca Basile

I balneari protestano perché il Comune si dichiara impotente rispetto a tutti i problemi che vengono fuori in questi giorni, a partire dagli abusivi

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MARINA. Bottiglie di plastica, cartacce, scatolette, sacchetti, lattine di birra. Vuoti a perdere e rifiuti sparsi nella macchia di verde che fa, anzi dovrebbe fare, da elegante cornice al pontile di Tonfano. E scatta la protesta

«Decine di persone si ritrovano in quella sede ogni giorno: bivaccano, mangiano, si spogliano e si rivestono, depositano la loro mercanzia, fanno avanti e indietro nei nostri stabilimenti utilizzando i servizi igienici. Non c'e' regola e neppure rispetto: la Finanza fa giustamente, il proprio lavoro ispezionando le nostre attività, ma a due passi da noi c'e' chi vende e commercia tranquillamente merce taroccata. E' normale?» si chiedono alcuni concessionari di zona già inveleniti da una stagione a tinte desolanti che poi puntano l'indice contro l'amministrazione Lombardi.

«Chiamiamo in Comune e ci rispondono che il problema dell'abusivismo e' generale e non ci sono i soldi per fare controlli. Ma che risposte sono?». In realtà la striscia di spiaggia che si allunga sul lato nord a fianco del pontile accoglie ancora oggi retaggi del vecchio cantiere: materiale accatastato da tempo, pannelli, reti. Nessuno ha mia pensato di rimuovere il tutto eppure siamo dalle parti di un’opera, il pontile, pensato per valorizzare Tonfano e la sua proposta turistica. Come a dire che la problematica non si limita al solo fenomeno dell’abusivismo o ancora a quelle persone disperate e spesso fruttate che fanno massa al sole, distese fra sabbia e dune, dopo una mattinata di via-vai lungo l’arenile: la maleducazione è trasversale, non ha età o provenienza. Sempre ieri mattina abbiamo visto un gruppo di ragazzi che dalle parti della ‘ pancia’ del pontile’ orinavano tranquillamente a cielo aperto e ancora un babbo, con bambina che teneva per mano, gettare per terrà, fra la sabbia, una bottiglia di plastica. Una zona dove latitano i controlli, quella del pontile, ma analogo problema, sottolinea Massimo Ronzi, presidente dell’Associazione balneari, «coinvolge tutto il nostro litorale. La verità è che prima della stagione, tutte le parti in causa, Istituzioni ed imprenditori, dovrebbero sedersi intorno ad un tavolo ed individuare le misure più appropriate e non arrivare in piena estate, fare qualche proclama, promettere l’intervento, simbolico, dei vigili sull’arenile e poi rassegnarsi al fatto che tanto ovunque è così. Alla fine uno cerca di tutelare la propria attività: per quanto mi riguarda al mio Bagno, Il Perla, ho affisso un cartello a monito dei clienti – prosegue Ronzi – che non lascia adito ad interpretazioni. Se tu, appunto cliente, vuoi usufruire di massaggi e servizi comunque non rispondenti alla normativa di legge, in caso di sanzioni lo stabilimento balneare si potrà rivalere sulla tua persona addebitandoti la multa. Un messaggio semplice, diretto, che sembra funzionare».

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