Il dolore
Travolto da un’auto muore a 26 anni
Stava tornando a casa in bici dopo essere uscito dal lavoro
CAPEZZANO. Aveva inforcato da poco la bicicletta elettrica, dopo aver concluso la serata lavorativa nella pizzeria di famiglia - la “Prima o poi” di Capezzano Pianore - per andare a casa sua a Piano di Mommio. ma a pochi metri dal locale, erano circa le 23 di mercoledì, Giovanni Battista Fortunato, 26 anni, nato a Castellammare di Stabia (Napoli), è stato investito da una ragazza di 27 anni che transitava nel solito senso di marcia (verso Camaiore) a bordo di una Panda grigia.
Le sue condizioni sono apparse subito gravissime: trasportato all’ospedale Versilia, è stato sottoposto a un intervento chirurgico per ridurre le lesioni. Ma ieri mattina intorno alle 6 è spirato.
La ragazza, che tornava dal lavoro a Marina di Pietrasanta stava andando a casa a Camaiore.
Alla polizia municipale che è intervenuta per i rilievi dell’incidente ha detto di non aver visto, nel buio, il giovane: secondo la prima ricostruzione, l’auto ha tamponato la bicicletta che è rimasta agganciata con la ruota posteriore e l’ha trascinata per alcuni metri. Il ragazzo avrebbe sbattuto sull’asfalto e poi contro il guard rail che si trova ai lati della strada per un tratto della via Sarzanese.
Per i soccorsi è stata allertata la centrale operativa del 118 che ha inviato sul posto l’ambulanza della Misericordia e l’automedica. Ai soccorritori le condizioni del giovane sono apparse subito molto gravi: è stato stabilizzato ed intubato, poi è stato trasferito con urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, dove i sanitari hanno fatto di tutto per salvarlo, sottoponendolo anche ad un intervento chirurgico per alcune lesioni interne che aveva subito a causa del violento impatto nella caduta. Purtroppo, però, Fortunato, non ce l’ha fatta. Disperata la ragazza che ha urtato la bici. È stata sottoposta anche all’alcoltest dagli agenti della municipale, con esito negativo, come pure quello del ragazzo.
Utili per la ricostruzione della dinamica dell'incidente possono essere anche le telecamere che si trovano davanti la farmacia sulla via Sarzanese, il cui filmato è stato già acquisito dalla polizia municipale.
Giovanni Battista era arrivato in Versilia negli anni ’90 assieme alla famiglia, trasferitasi dalla Campania per aprire una pizzeria e gelateria a Capezzano. Aveva frequentato per un anno le scuole medie “Motto” divaireggio. I compagni di classe lo ricordano come uno degli alunni più gentili e più bravi. Poi il ragazzo ha cambiato scuola terminando le medie a Capezzano. Poi si era diplomato all'Istituto Professionale "Ipia" di Seravezza. Sin da ragazzo Giovanni aveva lavorato nella pizzeria di famiglia, conosciuta per le specialità napoletane, assieme ai genitori e alla sorella. I cittadini di Capezzano l’hanno sempre conosciuto come una persona gentilissima e vivace.
Come accadeva da anni, i genitori hanno salutato Giovanni alla fine del lavoro. Al momento dell’incidente il ragazzo aveva lasciato da poco la pizzeria e aveva imboccato la via Sarzanese. Poi il drammatico scontro, con la carcassa della bici rimasta a terra, e la corsa in ospedale. Il padre del ragazzo Quintino, non è stato messo al corrente subito della gravità del figlio, è rimasto con gli agenti a sbrigare le procedure burocratiche con la polizia municipale. Per lunghissime ore è rimasto lì in attesa - sospeso tra angoscia e speranza - sperando che arrivassero buone notizie. La madre invece è rimasta tutto il tempo in ospedale. Poi la notizia, terribile, di una giovane vita che si è spenta.
L'ultima vittima della Sarzanese, prima di Giovanni Battista, è stato il 28 di giugno, Vincenzo Giannecchini, 61 anni, che in bicicletta è stato investito da un furgone a pochi metri dalla sua sua agraria in piazza della Chiesa.
Questa mattina all'obitorio del Versilia è prevista un’ispezione esterna del corpo del ragazzo che lascia, oltre ai genitori Quintino e Francesca Paola, la sorella Viviana e la compagna Caroline.
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