Sicurezza
Sedici firme per dire stop a Lunardini
La sfiducia al sindaco oggi ha la maggioranza in consiglio comunale. C’è un mese di tempo per votarla
VIAREGGIO. Sedici mani, sedici pollici versi per il sindaco Luca Lunardini: è di nuovo sfiducia, ma questa volta la mozione ha i voti della maggioranza dei consiglieri. Primi firmatari Paolo Spadaccini e Bruno Puccinelli: il secondo, in quota Pdl prima e poi al gruppo misto, ha ufficialmente aderito all’Udc. La mozione conta le firme di Nino Sergiampietri per Vivere Viareggio ed Eugenio Vassalle per il gruppo misto e coordinatore comunale dei finiani di Futuro e libertà. A seguire tutti i consiglieri dell’opposizione: quelli del Partito democratico, i due della Sinistra Arcobaleno (Milziade Caprili e Romina Cortopassi) con Isaliana Lazzerini (gruppo misto, esponente della Federazione della sinistra).
Perché si fa il bis di sfiducia è presto detto, spiega la mozione: «Premesso che nel consiglio comunale del 17 aprile scorso veniva respinta la sfiducia al sindaco Lunardini e che la fiducia al sindaco era subordinata, da parte di alcuni consiglieri, ad un forte segnale di cambiamento che andasse verso una concreta soluzione delle emergenze sia dei cittadini sia delle categorie economiche attraverso, anche, una razionalizzazione dell’esecutivo che, pur modestamente, avrebbe dimostrato alla città un concreto taglio dei costi politici, non indispensabili».
Ma si è arrivati a mettere insieme sedici firme anche perché si è constato «che più volte, in consiglio comunale, si è verificata l’assenza di una autonoma maggioranza e sostegno del sindaco Lunardini».
Ed è lo stesso primo cittadino a confermarlo: «Non ho la maggioranza da maggio». Ieri mattina Lunardini si è incontrato con Giorgio Fruzza, presidente del consiglio comunale, eletto nelle fila del Pd. Per stamattina Fruzza ha convocato la riunione dei capigruppo (Batistini, Viani, Spadaccini, Caprili, Vassalle, Sergiampietri). Due sono i punti all’ordine del giorno: il consiglio, già convocato per il 25 luglio e la data per fissare la seduta in cui discutere la mozione, in un periodo di tempo previsto tra dieci e 30 giorni dalla presentazione della mozione di sfiducia.
Il sindaco ha chiesto che il consiglio del 25, convocato per discutere la mozione sul ritiro dell’adozione del Regolamento urbanistico (firmatari Bolognesi, Puccinelli e Spadaccini), non si tenga. Stessa posizione espressa dai consiglieri comunali Silvano Pasquali (Pdl) e Michele Di Santo (gruppo misto, in quota Dc). Il tentativo, insomma, è quello di prendere tempo. Per verificare se l’unico “sfilabile” dai firmatari, il geometra Bruno Puccinelli, possa essere “convertito” per arrivare ad un passo indietro. Ma Puccinelli, passato all’Udc, ieri mattina appariva irremovibile: «Sono tre consigli che il sindaco non ha la maggioranza...». E per l’Udc, in questo momento, la “sirena” elettorale non suona certo a favore di un alleanza con il Pdl.
Il sindaco. «Sono al lavoro, come ho fatto fino ad oggi, anche senza maggioranza». Ma il momento è inevitabilmente delicato, perché entro il 31 agosto deve essere approvato il bilancio: «È pronto e perfino depositabile - spiega Lunardini -: lo illustrerò anche...».
Nel mezzo si è infilata la sfiducia che porterà, se votata con i numeri attuali, all’arrivo del commissario. In carica per pochi mesi, giusto il tempo per i partiti di affilare i coltelli del confronto elettorale.
Insidiati da una pletora di liste civiche potenziali che, al momento, si spartiscono candidature e incarichi futuri nella grande piazza delle grandi liti e dei grandi amori che è Facebook.
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