Il Tirreno

Versilia

Invasi da tv e materassi l’arredo-choc della città

di Matteo Tuccini
Invasi da tv e materassi l’arredo-choc della città

I rifiuti ingombranti (e inquinanti) continuano a essere gettati lungo le strade E sale la rabbia di chi smaltisce tutto correttamente. Magari pagando pure

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VIAREGGIO. È un vecchio esemplare, forse da venti pollici. Per anni ha allietato il tinello o la camera da letto. Un giorno il colore è sparito, oppure lui stesso ha deciso che il suo tempo era finito e ha smesso di accendersi. O ancora, il suo padrone si è comprato un modello nuovo e ha decretato la sua fine. Fatto sta che senza curarsi troppo, il padrone lo ha preso e lo ha scaricato in piazza d’Azeglio, accanto ai bidoni che guardano la Passeggiata. Così, giusto per dare il suo tocco personale all’arredo urbano.

La “moda”. Quella dei televisori gettati in strada è una “moda” molto in voga. Ogni strada o piazza di Viareggio ha il suo schermo, magari un po’ logorato. E lo stesso si può dire per i materassi, una specie di tradizione come lamentava l’ex assessore al decoro urbano Athos Pastechi. In effetti qui Sea non c’entra, o c’entra poco: il servizio di smaltimento dei rifiuti speciali e ingombranti è di buon livello. La colpa è di scarica ovunque questa spazzatura, spesso pericolosa per l’ambiente perché inquinante. E c’è chi si arrabbia molto, perché magari il suo dovere lo fa e paga pure. Come le aziende.

«Qui scaricano di tutto». Bruno Bonini è direttore di produzione del cantiere CB Navi (gruppo Fipa) in Darsena. Lui di tv e materassi abbandonati non ne può più, e così ha scritto al Tirreno. «Da tempo noto, come mille altri cittadini viareggini - dice - che sull’angolo tra via Petrarca e via dei Pescatori lato sud, a fianco di un bel cassonetto per la spazzatura, vengono lasciati indisturbati materiali di ogni tipo. Televisori, materassi, pancali, bobine in legno per cavi elettrici industriali e quant’altro. Ricordiamoci che questa è una strada che viene percorsa dai famosi armatori e clienti facoltosi che “dovrebbero” venire a comparare le famose barche della nautica viareggina».

«Ma la cosa che più mi fa male, come cittadino, è che a seguito del cartello, dove si segnala di non lasciare spazzatura fuori dal cassonetto, si continua a lasciare di tutto di più. E questa mattina (ieri, ndr), passando per andare al lavoro, ho visto chiaramente una persona che lasciava dei pancali in legno e altro, al di fuori del cassonetto ed appoggiato al muro perimetrale del cantiere dove lavoro ogni giorno».«Noi paghiamo, altri sporcano»«La mia azienda, la Fipa Italiana Yacht - continua - mi obbliga, da sempre, a tenere il registro degli scarichi dei rifiuti che produciamo (scarti in legno e compensato eccetera) e paga regolarmente lo smaltimento di questi cassoni appunto che ogni mese è di circa 1.400 euro. Al che, alla vista indisturbata e impunita della scena, ho deciso di chiamare i vigili urbani. Dopo la segreteria, mi risponde una voce femminile assonnata e abbastanza rilassata tanto che ad ogni mia spiegazione mi fermavo a chiederle se mi sentiva bene. Lei in maniera pacata alla mia richiesta di inviarmi una pattuglia a cui avrei potuto esporre il problema, mi rispondeva: “Ad avercela, una pattuglia”. Al che, ancora più rassegnato, ho fatto cenno che avrei chiamato i giornalisti, per esporre l’accaduto. Dopo circa una mezz’ora mi squilla il cellulare da cui avevo fatto la chiamata e la solita voce femminile dei vigili urbani, mi chiede per quinta volta il mio nome, senza aggiungere altro».

«Povera Viareggio - conclude - Tra breve non solo più nessuno verrà a comprare barche e a passare le vacanze qui, ma il degrado totale e l’assoluta impunità lascerà questa città in mano all’illegalità e all’abusivismo dilagante».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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