La manifestazione
Commessa blocca i truffatori in negozio
Lunedì sera nel nuovo “AW Lab” aperto nell’ex Galleria del libro. In due facevano spese con una carta rubata
VIAREGGIO. È da poco passata la mezzanotte quando scatta l’allarme. Il turista a cena in Passeggiata riceve un Sms che lo avvisa: qualcuno sta utilizzando al sua carta di credito nel negozio “AW Lab” di articoli sportivi, di recentissima apertura. L’uomo lascia la tavola e si precipita a cercare di bloccare la spesa. Le commesse sono subito in grado di indicare chi ha speso quella cifra, piuttosto considerevole in una serata non di pienone come quella del lunedì. Federica, è giovanissima ma coraggiosa. Decide di agire e chiude il negozio. I due giovani che hanno utilizzato la carta di credito, restano dentro. Con loro, dentro al locale, ci sono i derubati.
Uno dei due, però, è deciso a non arrendersi e tenta il tutto per tutto, sotto lo sguardo atterrito della ragazze, tutte giovanissime, che lavorano nel negozio. L’uomo – così il racconto di Federica – inizia a battere la testa violentemente contro i vetri delle porte automatiche, chiuse. Ma non gli basta. Prova ad aprirle con la forza delle mani, riuscendo a danneggiarle. Si attende l’arrivo della polizia, ma la situazione non è più sostenibile. La ragazza, che assiste alla scena impietrita, decide di aprire le porte: «La situazione si stava facendo non più gestibile». Il ladro scappa, lei lo insegue, correndo, lungo la Passeggiata ancora affollata. L’uomo, ad un tratto si ferma, si gira e sputa. Ancora scossa, le gambe che le tremano, sulla soglia del negozio fa coraggio alle colleghe ancora più spaventate: «Ci penso ora. Ma in quell’attimo non ci ho visto più, queste sono cose che proprio non sopporto», continua la ragazza. L’uomo si perde nelle notte. Quando arriva la Volante del commissariato, le commesse forniscono indicazioni precise: «Parlavano in francese di un volo per Amsterdam, da prendere all’alba da un aeroporto che avrebbero dovuto raggiungere in treno. Abbiamo detto “cercatelo alla stazione”».
Quando manca poco all’una di notte, la Volante del commissariato si porta via lo straniero rimasto nel negozio, quello che – a detta delle commesse – ha firmato la ricevuta della carta di credito, per un acquisto di 300 euro. Non è uno straniero, ma un giovane pietrasantino di 22 anni, di origini tunisine: per lui la notte termina con una denuncia per indebito utilizzo di carta di credito e ricettazione. A raccontarlo è, il giorno dopo, un comunicato della polizia.
«Quanto costano quelle ciabattine?»: il gruppo di ragazzini vorrebbe fare acquisti anche nel cuore della notte. Sono in vacanza e alla voglia di moda, si sa, non si comanda. E poi, in fondo, il negozio è aperto e illuminato. «Polizia, polizia...dovete tornare domani», rispondo obbligate le commesse. Benvenuti a Viareggio, nell’ex salotto buono, dove le bande dedite a furti e spaccio si dividono le vittime. «Saranno venti in tutto – raccontano i commercianti esasperati – e tutti con precedenti, dunque noti alla forze dell’ordine. Anche solo un’attività di identificazione, sistematica, sarebbe forse sufficiente a fargli cambiare aria».
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