Sicurezza
Via al taglio di 19 postini in Versilia
Le riduzioni partono da Lido di Camaiore. I sindacati: confermate le chiusure degli uffici
CAMAIORE. E dopo il taglio degli uffici postali (meno ventidue sul territorio provinciale entro fine anno) arriva il piano di razionalizzazione dei postini. Sempre a livello provinciale, su un totale che supera di poco i duecento, ne scompariranno 46. Tra questi 11 a Viareggio, 3 a Lido di Camaiore e 5 a Pietrasanta.
Un piano che partirà nell’immediato, come spiega il segretario provinciale di Slp Cisl Marco Tortelli. «Le prime zone di recapito che andranno a scomparire - spiega - sono quelle di Lido di Camariore. Nell’arco della prossima settimana tre postini non saranno più attivi in quella zona». E poi, via via, i tagli toccheranno le altre zone individuate.
Un quadro disperante quello emerso dal confronto che ieri sera Poste ha avuto con i rappresentanti sindacali del territorio di Lucca e provincia, ai quali ha illustrato un piano articolato di razionalizzazioni. Nonostante l’iniziale ritrattazione di Poste dopo la “fuga” dei dati attraverso l’Agcom, ieri è stata confermata la imminente scomparsa dei 22 uffici postali sul territorio provinciale: un’operazione che partirà a fine settembre. I primi uffici che verranno chiusi si trovano in media Valle (Ponte all’Ania, Isola, Loppeglia, Montefegatesi, Casoli), Val di Castello in Versilia e Gualdo a Massarosa.
Da destra come da sinistra piovono critiche su critiche nei confronti di Poste Italiane per l'ipotesi chiusura dei piccoli uffici postali di collina, tra cui quelli di Casoli e di Valpromaro. «Come socialisti diciamo no a ogni ipotesi di chiusura degli Uffici Postali delle località di Valpromaro e Casoli». Lo scrive il Psi di Camaiore, che aggiunge: «Il nostro territorio e i nostri cittadini – aggiunge il Psi di Camaiore – non possono sopportare la soppressione di servizi importanti come la riscossione delle pensioni e il pagamento di bollettini dei servizi pubblici. Pertanto invitiamo gli organi preposti e le istituzioni tutte alla vigilanza attiva per scongiurare la chiusura di uffici essenziali alla vita dei nostri concittadini». Duro anche il giudizio di Fabrizio Pellegrini, Fli. «È una vergogna. È inaccettabile pensare di chiudere gli uffici postali nelle zone collinari, senza un confronto con il Comune. Mi sento in dovere di intervenire – scrive Pellegrini – per farmi portavoce di tutte le persone che saranno colpite dalla pessima politica attuata da Poste Italiane che non tiene conto delle loro esigenze. L'attacco di Pellegrini prosegue: «Vorrei anche aggiungere – scrive - che gli uffici postali sul nostro territorio offrono un servizio scadente con cittadini che si lamentano per le lunghe attese, disfunzioni e continui disservizi. I nostri residenti protestano tutti i giorni e questo è un paradosso che si somma ad anni di reclami da parte di chi non vede recapitarsi la posta con gravi disagi nel caso di scadenze, bollette e via dicendo che danno origine a lunghi contenziosi».
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