Il Tirreno

Versilia

Ha chiuso il caffè della borghesia

di Corrado Benzio
Ha chiuso il caffè della borghesia

Saracinesche abbassate al Milano, uno dei simboli di Forte. Sprangato anche il Maccari, gestito dal nipote del pittore

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VERSILIA. Maurizio Lombardo non ha avuto dubbi. La Darsena era senza una pasticceria e allora, alla vigilia dell’estate ha deciso di aprire la sua bottega con annesso grande bar in via Coppino. Gli affari viaggiano anche se la nautica deve ancora ripartire.

La gola non conosce limiti. E così anche al Red Bar, popolare locale sulla via Marco Polo hanno deciso di aprire un nuovo fronte della proposta, inaugurando il proprio laboratorio di pasticceria.

Vanno molto le pasticcerie, un po’ meno i bar classici.

E così a Forte l’estate passerà ma il caffè Milano resterà con le serrande abbassate. In pochi forse lo hanno notato, meno che mai i russi o le Belen di turno. Figuriamoci se conoscono un locale che ha fatto la storia di Forte, frequentato da quella borghesia milanese ormai in fuga.

In quel locale dove imparò l’arte della pizza e della cucina Sante Collesano. Che diventerà famoso a Firenze con la sua Capannina di Sante per poi assurgere alla presidenza della Confesercenti.

Proprio a Firenze ci sarebbero degli imprenditori interessati a rilevare uno dei quattro moschettieri dell’epoca d’oro. Gli altri tre superstiti sono il Principe, il caffè Roma e il Giardino.

Ha chiuso anche un altro locale storico. E’ il Maccari di Pietrasanta aperto anni fa da un nipote del grande pittore che visse gran parte della sua vita al Cinquale (a proposito, cosa aspetta la Versilia ad omaggiare questo grande dell’arte e della cultura del Novecento?). Il Maccari ebbe problemi per i rumori (certo rispetto al caos che provocano molti bar ora, al confronto era una sacrestia di montagna) quando era in via di Mezzo. Poi si è trasferito all’esterno delle mura, fino alla chiusura che è di questi giorni.

Almeno al Maccari l’alcol che girava era funzionale alla creatività artistica. Nel resto di Pietrasanta, invece si stappano birre a favore dello sballo e basta.

I bar stanno conoscendo importanti evoluzioni. I Fratellini’s di Forte – uno dei gioielli di casa Vaiani, quelli del Bistrot – hanno deciso di aprire alle 8 del mattino. Per darvi il caffè ma anche per offrire una colazione europea oppure un classico american breakfast: una scelta da grande spiaggia internazionale.

Ma i Fratellini’s hanno anche acquisito uno dei re della ristorazione versiliese. Cacciato dal piccolo gioiello che si era creato a Lido, Riccardo Santini è ora splendido anfitrione nel locale di Forte. In attesa di avere, quanto prima, un locale tutto suo.

Anche la ristorazione è in rapidissima evoluzione. Domenica sera Filippo di Bartola è finito a Studio Aperto con l’hamburgere presentato nel suo nuovo locale il Dopolavoro a Pietrasanta.

A parte che Filippo gioca in casa – Giovanni Toti direttore di Studio Aperto è suo cliente fisso – la mania dell’hamburger sta velocemente contagiando tutta la Versilia.

Dalla Braceria alla stessa enoteca Marcucci, dal vecchio Cristiano Tomei (ora emigrato a Lucca) fino al Convitto, il nuovo rivoluzionario bar aperto in centro Massa (rivoluzionario perché oltre a fare bar vende anche scarpe e vestiti di moda, da Aspesi alle Church’s).

C’è questa necessità di rendere tutto più semplice, di destrutturare il classico pranzo.

Così dilaga la moda delle merende (che peraltro costano meno).

Si fa merenda nei weekend al vecchio caro Beppino di Valdicastello, ma anche nella nuova Bottega di viale Apua a Fiumetto. Vi danno i salumi d’ordinanza ma anche la trippa oppure la zuppa. E poi vino a calo come nei tempi d’oro dei cavatori, quando panepomodorolardo non erano ancora diventati un must di ricchi in cerca di frisson (fremiti) proletari.

Angelo Torcigliani al Merlo prepara la sua rivoluzione, decidendo di aprire da settembre anche a mezzogiorno.

Il bello della Versilia è proprio questo. Piaccia o no le mode ripartono da qui, soprattutto se si tratta di gastronomia e ristorazione.

L’altra sera Paolo Marchi, affermato giornalista gastronomo e ideatore delc congresso “Identità golose”, era a cena dal Buonomure, il regno dell’omone (Amelio Fantoni) che oltre 25 anni fa disse: riscopriamo il pesce povero.

Oggi è uno slogan più inflazionato del Km zero, ma chi c’era in quei tempi, se lo deve ricordare chi è stato il pioniere.

Bisogna avere seminato professionalità ed amicizia per essere ricordati. E’ il caso di Enzo Brocchini, il mitico titolare del Patriarca scomparso anni fa. Domenica 29 luglio Enzo sarà ricordato dagli amici, i colleghi e dai tanti allievi in una cena al ristorante Pino. Si ricorderà Brocchini nell’unico modo possibile: riproponendo i suoi piatti. Dalla carbonara di mare al risotto gratinato al curry con il lupicante. Ma non sarà una serata nostalgia: sarà anche la voglia di capire cosa aveva fatto grande la Versilia, oggi che ristoratori e osti non sanno più che pesci pigliare.

Eppure basterebbe applicare il titolo di un celebre best seller, “Va dove ti porta il cuore”. La Versilia non ha bisogno di tuighe e sushi, di american bar ma solo di ritrovare il proprio cuore. Che è fatto di un fascino discreto.

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