Attenzione
«Ho un progetto per Viareggio»
Panariello diventa cittadino onorario e annuncia: la Versilia torni terra di grandi spettacolo
VIAREGGIO. «Mi auguro di poter un giorno ricambiare quello che Viareggio m'ha dato da ragazzo». È' un Giorgio Panariello visibilmente emozionato quello che riceve dal sindaco Lunardini, e dal consiglio comunale, la cittadinanza onoraria. L'attore e comico toscano ha in mente un "progetto per Viareggio" e lo racconta così: «Questa città e la Versilia sono state per anni la terra del divertimento. Bene: io vorrei creare una sorta di comitato, al quale chiamo a partecipare artisti e imprenditori, per portare gente in quella Versilia che si merita di avere una bella rassegna. Io non capisco perché Mimmo D'Alessandro, che è il top nel suo lavoro, deve fare il Summer Festival a Lucca… Perché, invece, non realizzare uno spazio adatto, magari in Darsena, o anche itinerante, per fare i concerti?».
Insomma, per la serie progetti per il futuro, al primo posto Panariello mette «riportare lo spettacolo italiano nel suo regno, che è sempre stata la Versilia». E mentre si "cucina" lo spettacolo «tutto nuovo, che si chiamerà “In mezzo a voi”» il desiderio di cinema è sempre forte: «Penso ad un film sull'estate, ma non solo. Vorrei girare alla Cittadella del Carnevale e proporre il personaggio di un carrista viareggino». A salutare l’attore toscano, in prima fila, c’è Arnaldo galli, decano dei carristi: «Vorrei che ad impersonarlo fosse Giorgio Albertazzi». Si girerà tra settembre ed ottobre ed uno spazio particolare l’avrà la manifestazione cittadina: «Quando, dentro quei capannoni, si allestiscono i carri la scena che ci troviamo davanti è felliniana...».
Con quella punta di “agro” che hanno - nella loro attinenza con la realtà della vita quotidiana - anche i personaggi più famosi targati Panariello. Accolto - all’ingresso del Municipio, primo fra tutti a stringergli la mano - dall’uomo che da mesi e mesi soggiorna davanti all’ingresso. Ma l’attore non fa una piega: ascolta, non si nega. Con lo stesso identico spirito che mostrerà in consiglio comunale. Dove c’è posto per le battute di una delle più celebri creature di Panariello, Mario il bagnino. Come se la caverebbe alle prese con la Bolkestein ed i russi che acquistano i bagni? «Gli hanno detto che deve imparare il russo, perché se uno affoga come fa a salvarlo...C’ha pensato un po’, poi se n’è uscito: “Non farebbero prima loro ad imparare la parola ‘aiuto’ in italiano?”».
Nella città dalla quale ha mosso i primi passi artistici, Panariello vorrebbe tornare a vivere quando appenderà l’arte al chiodo: «Se dobbiamo proprio andarcene è meglio farlo guardando il mare...». ALTRO SERVIZIO
NELL’INSERTO ESTATE
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