Sporcata e deturpata il calvario della pineta
Il cuore verde della città sotto l’assedio continuo delle cartacce e dei vandalismi Ma ci sono persone che non si arrendono e si mettono a pulire il laghetto dei cigni - Fai la tua segnalazione
VIAREGGIO. L’hanno definita «il nostro Central Park». Lo sapessero a New York, scatterebbe immediata la querela. Perché le cartacce, l’erba bruciata e incolta, le panchine e le staccionate rotte che si trovano nella pineta di Ponente, non c’entrano nulla col modello americano. Ci sono tutte l’incuria e la brutalità nostrane, alla base di un aspetto così devastato del polmone verde della città, in un caldo sabato di luglio.
È vero che la pineta è stata vista e fotografata in condizioni ancora peggiori. Ma per l’ennesima volta, si nota che la parte intorno a viale Capponi - quella più battuta - è in condizioni accettabili, salvo far inorridire chi decide di spostarsi un po’ più in là. C’è una panchina, ad esempio, che sembra divorata dalle erbacce. Le mancano diversi pezzi, sedersi lì è ormai impossibile: anche perché chissà cosa si nasconde nella “giungla” che le sta attorno.
E poi ci sono carte e rifiuti di ogni genere, sull’erba giallastra della pineta. Troppo grande, forse, per restare pulita. Un’attrazione ghiotta, agli occhi dei vandali e di altri personaggi che la frequentano di notte, e che la riducono a brandelli. Spaccando le panchine, appunto, e persino le staccionate, che dalla parte di via Fratti, sembrano state abbattute in serie. Un confine fragile come fragile è la pineta.
Eppure c’è anche chi si ribella. Al laghetto dei cigni ci sono alcuni ragazzi che puliscono. Cercano di togliere il fogliame caduto nell’acqua. Sono dei volontari, e chiedono solo un po’ di carità perché - dicono - «non abbiamo una casa».
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