Sicurezza
La difesa dei dipendenti Sea: «Siamo pochi»
I sindacati si ribellano: lavoriamo tanto, contro di noi solo attacchi strumentali
VIAREGGIO. Noi lavoriamo tanto, ma siamo pochi. Così si difendono i dipendenti Sea, finiti in mezzo alla bufera per il pessimo stato della città. «A noi - affermano Amando Mancini e Giuseppe Moriconi della Rsa Cgil - non interessano i giochi sull’uso politico delle emergenze. Ci interessa invece difendere e tutelare il buon nome dei lavoratori che vengono tanto indirettamente quanto ingiustamente coinvolti nella querelle politica tra costi della Tia e qualità del servizio. Abbiamo già spiegato che vi è un gap storico tra quantità e qualità dei servizi richiesti da un lato, numero di persone e mezzi necessari per svolgere il servizio quotidiano al livello richiesto dall’altro. Lavoratori e mezzi operano 24 ore su 24 e, solitamente, fanno molto più del programma contenuto nei report individuali di servizio. Nonostante ciò, per l'opinione pubblica sembra non essere abbastanza. È molto più semplice “sparare sulla Croce Rossa” e servirsi dei soliti luoghi comuni che rendersi conto di una realtà emergenziale permanente sotto questo profilo. Del resto anche le immagini usate per dare l’idea del degrado solleticano una certa strumentalità: il cartello stradale dove c'è scritto "Viareggio merda”, per esempio, è riferito a una critica di tipo sportivo. Anche le immagini di qualche sacchetto sparso non dimostrano, visivamente, il livello di degrado descritto, evidentemente c’è più pulito di quanto si voglia fa credere».
« Noi non ci stiamo a questo gioco - continuano i sindacati - anzi siamo le vittime sacrificali sia in termini di carico di lavoro sia in termini economici viste le difficoltà per riscuotere il dovuto e, nonostante ciò, i lavoratori, fanno, come sempre, anche l’impossibile per garantire il miglior servizio possibile nelle attuali situazioni emergenziali. Eppure potrebbe esserci una via di uscita: aprire in fretta Pioppogatto, assumere il personale, uscire dall’emergenza e lavorare per fare una azienda unica della Versilia, invece delle attuali 4 aziende, adottare il piano Favoino, implementare l’occupazione e ridurre i costi di gestione. Invece di penalizzare i lavoratori messi indirettamente ma cinicamente in mezzo allo scontro politico in atto».
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