Il Tirreno

Versilia

Stazione, sporcizia padrona della piazza

di Donatella Francesconi
Stazione, sporcizia padrona della piazza

Cestini strapieni e spazzatura sparsa ovunque, giardinetti “gialli” dove fanno di tutto i cani, asfalto groviera

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VIAREGGIO. Il cestino strapieno, i bagagli appoggiati alle colonne della stazione, un taxi: cartolina da Viareggio. Quella che dà il benvenuto, in un giovedì pomeriggio di piena estate, a chi arriva in città per qualche giorno di vacanza. Piazza Dante, ore 18. Non ci sono stranieri, se non i senegalesi che a piedi o con il bus arrivano veloci per tornare a casa in treno. Non ci sono Rom. E per gli spacciatori è ancora presto. Quello che non manca, invece, è la sporcizia. Cestini e cassonetti sono pieni.Oltre che scassati, Nelle sedute fuori dalla stazione, utilizzate come portacenere, si ammassano rifiuti di ogni tipo. D’altra parte chi ha avuto l’idea di piantarvi palmette che sembrano cespugli non ha certo voluto bene a Viareggio.

Piazza Dante è il solito sconcio. Giardinetti rigorosamente “gialli”, le biciclette legate a pali e aiuole, cartacce per tutta la piazza-groviere: non rompersi una gamba ad attraversarla è un miracolo. Solerti cittadini passeggiano con i propri quattrozampe portati a “pascolare”, bisogni compresi, nella aiuole che non ci sono più.

Nonostante l’ex assessore Athos Pastechi avesse acquistato - appena insediatosi - piantine fiorite a chili. Le stesse che sono morte in piazza Piave come alla stazione. Inutile dire che nessuno raccoglie gli escrementi degli animali. anche perchè Viareggio è una delle poche città che non ha mai puntato sulla distribuzione di palette in cartone e sacchettini di plastica. Mentre le multe sono rimaste roba da campagna elettorale.

La signora che, bagagli al seguito, approda alle strisce pedonali tra stazione e piazza mormora: «Che schifo!».

Davanti a lei, sull’altro lato della strada, oltre a cartacce e rifiuti anche un’opera “d’arte”: nastro bianco e rosso, questo a Viareggio non manca mai, tra la cassetta delle Poste ed un’intelaiatura porta-pubblicità, rigorosamente vuota. Il nastro indica che è pericolosa, ma - allora - perché non rimuoverla invece di lasciarla in quello stato? La risposta di perde nei meandri della burocrazia.

Al neo presidente di Sea ambiente, l’ex investigatore privato Carlo Venturini che è anche il segretario del Pdl a Viareggio (a proposito, ma Riccardo Battaglia quando è stato “rottamato”’) vorremmo chiedere per quale maledeizione o congiuntura astrale avversa i cestini portarifiuti di Viareggio non possono essere svuotati.

A cominciare da quelli lungo la Viariante Aurelia che - dal Marco Polo a Torre del Lago - sono il peggiore biglietto da visito che si possa offrire a chi raggiunge la città in macchina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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