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Mamma Ebe e i seguaci “beccati” al Marco Polo

Mamma Ebe e i seguaci “beccati” al Marco Polo

La donna era ai domiciliari a Viareggio ma ospitava abusivamente altre persone La Procura, dopo un controllo dei carabinieri, la fa tornare in carcere

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VIAREGGIO. Mamma Ebe finisce nei guai dopo un controllo nella casa dove vive al Marco Polo. Torna in carcere Gigliola Giorgini, conosciuta anche come la Santona del San Baronto. Stavolta per violazione degli obblighi che le erano stati imposti quando, per motivi di salute, aveva ottenuto gli arresti domiciliari. Ora la donna si trova in carcere a Pisa. Ad assistere Mamma Ebe è l’avvocato Riccardo Carloni che sta lavorando per farle riottenere i domiciliari.

L’aggravamento della misura cautelare è arrivata su richiesta del sostituto procuratore Francesco Sottosanti, titolare dell’inchiesta che nel gennaio scorso ha portato alla condanna ad 8 anni e mezzo. Il tribunale di Pistoia ha disposto l’aggravamento della misura cautelare nei confronti di Mamma Ebe in seguito ad un controllo effettuato dai carabinieri di Lido di Camaiore nell’abitazione di Viareggio in cui la donna si trovava agli arresti domiciliari. Quando, all’ora di pranzo del 2 giugno scorso, i militari dell’Arma sono entrati nell’appartamento di via Udine, nel quartiere Marco Polo, messo a disposizione della Santona da un’amica, hanno subito notato che la tavola era apparecchiata per diverse persone, senz’altro di più di quelle consentite dall’ordinanza del tribunale della libertà di Firenze che, nel giugno 2011, aveva disposto la sua scarcerazione per motivi di salute: in casa Mamma Ebe poteva stare soltanto con la badante che si prendeva cura di lei. E invece, quel giorno, c’erano altre cinque persone, quasi tutte donne che facevano parte della rete di seguaci della Santona, sue storiche collaboratrici alcune delle quali condannate insieme a lei lo scorso gennaio. Quando hanno visto tutti quei piatti sulla tavola, i carabinieri hanno deciso di effettuare un controllo più approfondito, spinti anche da dei rumori provenienti dal piano superiore. E alla fine gli ospiti proibiti sono spuntati fuori: un’anziana donna si era nascosta sotto la tavola da pranzo, due dietro il divano del salotto, una sotto un letto e la quinta dentro un armadio. Quando il rapporto dei carabinieri è giunto in procura a Pistoia il pm ha presentato la richiesta di aggravamento della misura cautelare al tribunale.

Nel processo che si è concluso lo scorso gennaio a Pistoia Gigliola Giorgini, 79 anni, è stata condannata a otto anni e mezzo di carcere. La Santona del San Baronto era accusata di associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della professione medica e alla truffa, in seguito all'inchiesta dei carabinieri di Quarrata che due anni fa portò al suo arresto.

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di Redazione Pisa