Proteste
«Abusivi, è vera invasione» Sos di Confesercenti al Comune
TORRE DEL LAGO. «Per evitare che i venditori disturbino i miei clienti stando seduti sotto i loro ombrelloni, ho messo due patini e due ombrelloni nella parte della spiaggia più vicina al bar: lì...
TORRE DEL LAGO. «Per evitare che i venditori disturbino i miei clienti stando seduti sotto i loro ombrelloni, ho messo due patini e due ombrelloni nella parte della spiaggia più vicina al bar: lì possono sedersi tranquillamente». Bagno Stella del Sud, stessa Marina di Torre del Lago dove - secondo Confesercenti - il numero di venditori ambulanti negli ultimi mesi è notevolmente cresciuto. In larga parte gli abusivi giungono con il bus in primo mattino scendendo lungo viale Marconi. «La mattina sull'autobus il solo italiano è l 'autista», testimonia il titolare del bagno Lido. Si tratta soprattutto di nigeriani e senegalesi, ma rispetto a pochi anni fa molti provengono dall'Asia, in modo particolare dal Bangladesh e dall' India. Uno dietro l’altro attraversano i bar dei bagni e cominciano la loro lunga giornata sotto il sole. Vendono di tutto: dagli occhiali agli ombrelloni, dai palloni da calcio ai teli da mare, e poi borse, orologi e braccialetti. Braccialetti che sono venduti in postazioni fisse e attirano l'attenzione di donne di ogni età che il più delle volte soddisfano la loro curiosità ma non comprano. Non sono rari neppure gli ombrelloni lungo la battigia sotto i quali gli ambulanti vendono la merce, ad esempio abiti da donna.
La vendita in spiaggia, di questi tempi, non frutta quello che in altri tempi portava in tasca. Così non è raro vedere i venditori sdraiarsi, sfiniti, sotto le tende e gli ombrelloni (la maggior parte delle volte senza aver guadagnato niente). Questo fa irritare i proprietari degli stabilimenti che devono convivere con gli abusivi. Contrastati con molta più decisione quando si avventurano nei ristoranti dei bagni, proponendo la merce.
I balneari invocano una maggiore presenza della polizia municipale: «I vigili, di solito, non scendono in spiaggia, ma si limitano a fare le multe nei parcheggi», racconta ancora il titolare della Stella Sud. I controlli che frenino la crescita dell'abusivismo commerciale dovrebbero essere il primo passo tra gli «interventi urgenti» chiesti dalla Confesercenti. «Siamo pienamente consapevoli di alcuni risvolti sociali del fenomeno - scrive il direttore Emanuele Pasquini - ed è infatti lontano dalla nostra cultura ogni lettura qualunquistica o atteggiamento razzista. Ma questa attenzione non deve impedirci di affermare che il rispetto delle regole è un valore fondamentale se è condiviso, rispettato, affermato verso tutti e non solo verso alcuni. Il fenomeno dell'abusivismo non è ormai più relegato a qualche venditore di borse e vestiti, ma a un numero importante di venditori abusivi di ogni tipo di merceologia, alimentare e non alimentare che in forma sempre più organizzata presidiano le spiagge e le strade, oggi anche con postazioni fisse, gazebi e ombrelloni e varietà di merci da far invidia a un negozio. Per questo ci appelliamo alle istituzioni del territorio, al Comune competente per materia commerciale, ma anche agli altri organi competenti con l'obiettivo concreto di ottenere almeno due risultati: un freno alla crescita del fenomeno in generale e una lotta senza deroghe all'abusivismo stanziale che può e deve essere impedito».
(ha collaborato Nicola Pardini)
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