Il Tirreno

Versilia

Record di tumori, l’inchiesta si allarga

di Matteo Tuccini

L’Asl passa al setaccio i territori di Pietrasanta e Camaiore: si cercano i possibili danni causati dall’inceneritore del Pollino

3 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. L’indagine non è affatto chiusa. E i risultati «tranquillizzanti», come sostenne alcuni mesi fa l’ex assessore regionale alla salute Daniela Scaramuccia, non si sono visti. Anche perché l’Asl, che sta passando al setaccio i territori di Pietrasanta e Camaiore per verificare eventuali danni alla salute causati dall’inceneritore del Pollino (oggi sigillato), fa sapere che sono emersi alcuni dati «da approfondire». L’inchiesta, insomma, si allarga: non riguarderebbe più solo la zona dell’impianto di Falascaia, ma un territorio più ampio.

Per carità, i tecnici del Dipartimento di prevenzione - che stanno lavorando su informazioni fornite dall’Arpat - invitano alla cautela. «È troppo presto per trarre conclusioni», dicono. Ma la notizia che arriva dal distretto ex Lucchesi, sede del Dipartimento, è comunque importante. L’indagine, infatti, è partita circa un anno fa per gettare un po’ di luce sull’incredibile record della Versilia, ancora oggi la terra con la più alta mortalità per tumore della Toscana (più 13% rispetto alla media regionale). Un primato confermato anche dagli ultimi dati dell’Istituto toscano tumori, squadernati dalla Lega Nord.

L’indagine. L’obiettivo dei tecnici è capire se davvero esista una connessione tra l’inquinamento atmosferico provocato dalla presenza dell’inceneritore, e l’incidenza di questi decessi. Del resto, i cittadini questo si aspettano: un rapporto che faccia finalmente chiarezza sul possibile impatto di diossina e metalli pesanti in 35 anni di incenerimento dei rifiuti. Oltre al record di tumori nella zona del termovalorizzatore di Falascaia, l’Asl sta controllando anche i problemi legati alle nascite e agli alimenti prodotti. L'inchiesta si dividerà infatti in tre fasi principali. La prima riguarderà i casi di tumore (e i conseguenti decessi) registrati dal 1974 ad oggi. La seconda riguarderà i problemi riscontrati nelle gravidanze, a partire dagli eventuali casi di malformazione dei bambini. La terza verterà sugli alimenti, e in particolare il latte prodotto dagli ovini e il miele delle api.

Nel mirino. I cittadini, non solo chi abita al Pollino, hanno spesso manifestato i loro sospetti nei confronti dell'inceneritore. E quando Il Tirreno ha pubblicato le statistiche sull'incidenza dei morti per tumore in Versilia, l’attenzione di tutti si è rivolta all'impianto. Oltre che all’uso di prodotti chimici nelle serre, a lungo accusate di essere causa di molti veleni presenti nell’aria.

È evidente che le cause dell’alto numero di diagnosi e decessi per cancro non possono essere imputabili esclusivamente all’impianto di incenerimento. Ma il fatto che per anni la sua presenza sia stata completamente priva di regole può aver influito, in qualche modo, sull’ambiente circostante. E non è il caso di dimenticare quello che è avvenuto negli ultimi tempi: lo scandalo dei dati taroccati sull’emissione di anidride carbonica nell’ambiente. Vicenda che ha portato a un processo, alla decisione della Provincia di chiudere l’impianto e i Comuni a chiedere i danni, aprendo un contenzioso con la società di gestione, la multinazionale francese Tev Veolia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa