Il Tirreno

Versilia

«Questa città non si riconosce più»

di Donatella Francesconi
«Questa città non si riconosce più»

Vivoli (Confesercenti Toscana): mi sono ritrovato in piazza Shelley con le lacrime agli occhi

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGIO. «L’altro giorno, in piazza Shelley, mi sono venute le lacrime agli occhi...». Massimo Vivoli, presidente regionale di Confesercenti, è un fiume in piena: «Non ho mai visto un degrado così: acqua marcia ferma, erba tutta bruciata, buche giganti... la città è davvero abbandonata a se stessa». La voce di Vivoli non è la sola: le pensano così i rappresentanti delle categorie economiche, così come i cittadini che su blog, siti, pagine Facebook segnalano quotidianamente il degrado quotidiano, e di turisti. Chi torna a Viareggio dopo qualche anno di assenza, magari ripiegando sulla casa di famiglie per le vacanze in un momento di crisi, commenta scuotendo la testa all’ombra dei pini: «Non la riconosco più».

Vivoli punta il dito sullo stato in cui versa la Passeggiata: «Ma l’avete vista? Più di un commerciante, se trovasse da vendere l’attività, lascerebbe volentieri. Il destino di quello che era il cuore commerciale della città, e della stessa economia di Viareggio, è quello di finire nelle mani dei monomarca, uguali in tutto il mondo». La città sconta la crisi mondiale, e questo è innegabile: «Ma anche - insiste Vivoli - le scelte strutturali che Viareggio non ha mai fatto. Infrastrutture, parcheggi, arredo urbano: queste sono le cose che mancano. In una città che è sempre più impoverita, diventata ormai la “Cenerentola” della Versilia...E se è vero che il commercio è cambiato, lo è altrettanto il fatto che chi ha amministrato ci ha messo del suo per abbassare il livello della qualità della vita».

Sul come uscirne, Vivoli vede nero: «Bisognerebbe che la politica si fermasse a riflettere, oltre le proprie beghe, per mettere insieme un progetto di rilancio del quale ragionare insieme alle parti sociali». Un progetto per una città «stravolta nella sua immagine, storia, cultura. Della quale, oggi, nessuno sa più cosa fare...».

Il diretto di Confesercenti Toscana non risparmia nessuno: «Non mi sembra di intravedere, in questo momento, nessun progetto politico ed economico della città. Mentre l’amministrazione in carica, a mio avviso, è giunta al limite della sopravvivenza, con i suoi assessori che non sono presenti nella vita della città». Un progetto politico che avrebbe bisogno «di meno beghe politiche o di partito..». Ed anche se Vivoli non lo dice apertamente, quest’ultimo messaggio è tutto per il centrosinistra che aspira a tornare al governo della città.

«Gli amministratori in carica si sono limitati a gestire il quotidiano e l’hanno gestito male», rincara la dose Vivoli: «Basta vedere il livello dell’allarme sociale che Viareggio sta vivendo. Perché mettiamocelo bene in testa: Viareggio non è una città di super ricchi: ci sono tanti indigenti che stanno davvero soffrendo...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa