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Pioppogatto passa di mano: c’è l’intesta

Pioppogatto passa di mano: c’è l’intesta

La Versilia pagherà una tariffa di 134 euro a tonnellata più 3,60 di royalty per il Comune di Massarosa

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MASSAROSA. Firmato alle 22 di lunedì sera passate l'accordo tra Consorzio ambiente Versilia e Ver.A srl, costituita da Sea Risorse e Sea Ambiente per l'affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti della Versilia. La tariffa stabilita per il servizio - così nell’intesa - non potrà superare il tetto massimo di 134 euro a tonnellata, indipendentemente dal raggiungimento o meno delle 125mila tonnellate di rifiuti conferiti presso l'impianto di Pioppogatto , facendo venir meno così la formula capestro - sottolinea il presidente del Cav, Franco Mungai, del vecchio contratto Daviddi del "vuoto per pieno" per cui i Comuni venivano costretti a pagare anche per i rifiuti non prodotti e quindi non conferiti. In caso di conferimenti in misura minore - si legge nel contratto di servizio firmato da Francesco Garruto (amministratore delegato di Vera) e da Luca Canessa, segretario del Cav - «sarà in facoltà della Vera effettuare forme di smaltimento di minor costo, compresa l’operazione di trasferimento dei rifiuti Rsu al fine dle loro smaltimento in discarica ed ulteriori forme di gestine dell’impianto nell’ottica della riconversione dello stesso secondi i principi del cosiddetto “Piano Favoino”». Piano che, in realtà, nè Provincia, né Cav hanno mai adottato formalmente.

A tale somma a tonnellatadovranno essere aggiunti 3,60 euro a tonnellata che i Comuni conferitori presso l'impianto di Pioppogatto dovranno versare al comune di Massarosa a titolo di royalties, per il disagio ambientale derivante dalla presenza dell'impianto sul territorio. Per un totale di di 137,60 euro alle tonnellata.

«A partire da oggi- sottolinea Franco Mungai, presidente di Cav - - la società Vera potrà cominciare a prendere possesso dell'impianto di Pioppogatto procedendo alla graduale assunzione del personale, così come stabilito nei diversi incontri che si sono svolti». L’accordo - è bene sottolinearlo - prevede che quella di Vera sia una «gestione temporanea» dell’impianto di Pioppogatto, così come della «vigilanza e smaltimento acque meteroriche» dell’impianto di incenerimento chiuso a Falscaia.

Nel capitolato tecnico si prevede che Pioppogatto «cessi al produzione di Cdr (combustibile derivato da rifiuti), materiale per gli inceneritori. Si prevede, invece, che all’interno dell’impianto si possa svolgere anche «l’eventule raffinazione del biostabilizzato allo scopo di renderne possibile l’uso come materiale tecnico per le coperture intermedie o finali di discariche.

«D'ora in avanti - spiega Damasco Rosi, assessore all’ambiente - lo sguardo dei Comuni della Versilia dovrà essere proiettato verso il futuro per cercare di trovare nuove forme di gestione dei rifiuti, così come indicato dal Piano Favonio. I prossimi passaggi, pertanto, dovranno vedere il necessario coinvolgimento di Regione e Province che dovranno approvare quanto prima il Piano interprovinciale dei rifiuti con le osservazioni proposte dalla Versilia e Ato Toscana Costa, che da parte sua dovrà prendersi in carico l'impianto di Pioppogatto trasferendone la gestione alla futura Azienda unica di Ambito, Reti Ambiente spa».

Falascaia. Nel descrivere gli obblighi che Vera si assume per quanto riguarda l’impianto di termoconversione, la situazione che viene descritta lascia di che preoccuparsi. Infatti, «lo stato di consistenza, redatto dall’ingegnere Protti, evidenzia una potenziale criticità ambientale, dovuta alla presenza di serbatoi contenenti prodotti liquidi quali ammoniaca e soda». Una situazione tale che comporta «un intervento di messa in sicurezza con costi che sin da ora Cav dichiara di imputare alla società Tev/Veolia nell’ambito del contenzioso in corso». Ma la Procura, che ne pensa?

Donatella Francesconi

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