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Imu, pochi introiti e rischio stangata

Imu, pochi introiti e rischio stangata

Per far tornare il bilancio il Comune dovrà ricorrere a una nuova manovra. Del Dotto: «Non toccheremo la prima casa»

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CAMAIORE. I conti degli introiti Imu non tornano: il governo prevedeva 8 milioni di euro di incasso dalla prima rata, ma la cifra raccolta - secondo le prime stime - è inferiore a 5 milioni e mezzo. E così il Comune, per far quadrare il bilancio, con ogni probabilità dovrà ritoccare le aliquote. L’amministrazione punta sui tagli delle spese e la programmazione per creare un risparmio a lungo termine: ma per l’anno in corso dovranno essere reperite risorse. Tra l’altro il Comune rischia anche di sforare il patto di stabilità per 3.800.000 euro: il rischio è una pesante sanzione (pari alla cifra “sforata”) che creerebbe ulteriori problemi di bilancio. Comunque il sindaco Alessandro Del Dotto assicura: «Non toccheremo la prima casa».

I numeri. L’Imu sta diventando un incubo per l’amministrazione di Camaiore. E il rischio è che possa diventarlo anche per molti cittadini.

Che ci fosse preoccupazione lo si era già avvertito nei giorni scorsi. Ma ora che il quadro degli incassi derivanti dall’Imu si sta chiarendo negli uffici della ragioneria del Comune si arriva a sfiorare il panico.

Come è già noto il Governo centrale ha previsto per Camaiore un incasso di 8 milioni (parte dei quali devono essere versati a Roma) dalla prima rata. E in fondo all’anno gli uffici del ministero prevedono circa 19 milioni di entrate da questa voce: di questi ben 6 milioni, circa, dovranno essere versati a Roma.

Gli uffici avevano previsto di arrivare a una quota attorno ai 6 milioni di euro. Ma con sorpresa, come confermato dall’assessore al Bilancio Marcello Pierucci, le prime stime parlano di un introito di circa 700mila euro inferiore alla previsione, già pessimistica, del Comune.

Queste cifre sorprendono l’amministrazione che adesso dovrà rivedere nuovamente il bilancio previsionale. Per questa sera è prevista una nuova riunione della Giunta. E il sindaco conta di avere una nuova bozza del bilancio entro l’inizio della prossima settimana. Ma i tempi sull’approvazione sono ancora incerti.

Le accuse del sindaco. La colpa sui conti “sballati” viene attribuita in primis al Governo («faremo presente la situazione anche all’Anci, visto che riguarda molti altri comuni», fa sapere l’assessore Marcello Pierucci). Ma il sindaco Alessandro Del Dotto punta anche il dito contro la precedente amministrazione. «Dovranno spiegare a tutti i cittadini - afferma il sindaco - come mai sono stati spesi 700mila euro in somme urgenze a ridosso delle elezioni. Ma anche perché certe voci della spesa corrente sono state inserite sotto gli investimenti e coperte accendendo mutui e finanziamenti».

A preoccupare è infatti anche la situazione dei mutui. «L’indebitamento del Comune sotto questa voce - fa sapere il sindaco - è di 53 milioni di euro. Una cifra praticamente raddoppiata rispetto al 2002. Ogni anno noi dobbiamo versare 4 milioni per ripagare questi debiti e ci è impossibile contrarre nuovi mutui». A tutto questo si aggiungono i 2 milioni di taglio netto ai trasferimenti destinati dal Governo al Comune. Insomma far tornare i conti e garantire i servizi non sarà facile.«I diritti non si toccano, e la prima casa è di certo un diritto». la rassicurazione arriva dallo stesso sindaco Del Dotto. «Adesso - spiega - ci dovremo riunire per decidere come intervenire per far tornare i conti». L’ipotesi più probabile è che si ritocchino verso l’alto le aliquote per seconde e terze case. Del dotto dice no

Inoltre il sindaco dice di voler ridurre le spese - per esempio riducendo il parco auto e programmando gli interventi in maniera accurata. Per garantire gli investimenti si dovranno assegnare gli appalti in base all’offerta più vantaggiosa e non al ribasso.

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