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Derubati delle mountain bike da corsa

Derubati delle mountain bike da corsa

Le costosissime bici di sei cicloamatori sparite la notte prima della Dolomiti Superbike. Bottino da oltre 20mila euro

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VIAREGGIO. Erano partiti in sei per le Dolomiti con la speranza di mettere a segno un buon piazzamento. Del resto per quella gara – una delle più importanti della stagione – si erano allenati per mesi sulle salite più dure della Versilia e della Lucchesia. Invece, quando con un paio di giorni di anticipo sono arrivati in Alto Adige per provare il circuito, qualcuno deve aver notato le loro nuovissime (e costosissime) mountain bike. E, proprio la notte prima della gara, quel qualcuno ha fatto sparire le sei bici da corsa. Un colpo da oltre ventimila euro, visto che ciascuna delle mountain bike aveva un valore di quasi quattromila euro.

I sei sfortunati protagonisti – Riccardo Giuntini, Andrea Simi, Ivano Dini, Giacomo Tambellini, Diego Lupino e Alessandro Giusti – erano partiti giovedì per Villabassa, in provincia di Bolzano, dove era fissata la partenza della Dolomiti Superbike, forse la più importante maratona per mountain bike italiana. Al viaggio avevano dovuto rinunciare all'ultimo momento altri due cicloamatori versiliesi – Andrea Ticci e Marco Moriconi – il cui forfait, alla luce di quanto accaduto, si è poi rivelato provvidenziale. Arrivati nel primo pomeriggio, tutti i componenti della spedizione avevano provato il tracciato in vista della gara vera e propria in programma sabato. I sei avevano inoltre trovato una sistemazione in un maso a San Silvestro, non lontano da Villabassa. Ed è proprio qui, con ogni probabilità dopo aver pedinato le loro vittime, che i ladri sono entrati in azione. Nella notte fra venerdì e sabato sono entrati all'interno della stalla dove le sei mountain bike erano custodite portandole via, probabilmente caricandole a bordo di un furgone. Il tutto senza lasciare alcuna traccia del loro passaggio.

Al mattino, quando dopo la colazione i sei sono andati a prendere le bici per poi incamminarsi alla volta della partenza della gara, hanno trovato la stalla desolatamente vuota. Amareggiati e delusi per il furto subito e per l'impossibilità di prendere parte alla gara, i sei hanno raggiunto a piedi la caserma dei carabinieri di Dobbiaco dove hanno sporto denuncia contro ignoti. Poi, una volta conclusa la gara e riaperte le strade, i sei sono saliti a bordo delle loro auto ed hanno fatto mestamente ritorno a casa.

Degli autori del furto, al momento, non c'è alcuna traccia. I carabinieri sono tuttavia convinti che si tratti di una banda specializzata in questo genere di colpi che agisce soprattutto in occasioni di grandi manifestazioni sportive legate al mondo del ciclismo. Il sospetto è che le sei mountain bike siano state subito portate all'estero, con ogni probabilità nei paesi dell'ex Jugoslavia, dove sono state piazzate nel mercato parallelo delle bici rubate.

Claudio Vecoli

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