Il Tirreno

Versilia

Quadrifoglio, c’è la cassa integrazione

di Marco Pomella
Quadrifoglio, c’è la cassa integrazione

Da una settimana tutti gli operai della storica azienda sono a casa senza lavoro. «Gli enti pubblici non pagano più»

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MASSAROSA. Cassa integrazione, almeno fino a settembre. Tutti gli operai della Quadrifoglio Scavi, storica ditta versiliese di costruzioni e realizzazione di opere pubbliche di via della Sassaia, sono a casa, con le mani in mano. Restano a lavorare nell'impresa solo i dipendenti degli uffici, alle prese con le ultime scartoffie burocratiche. Colpa della crisi che colpisce da due direzioni: da un parte il lavoro, che manca; dall'altra i crediti, che tardano ad arrivare. Uno dei soci dell'azienda, Alessandro Pardini, è visibilmente scosso. «Una cosa del genere non c'era mai capitata, nella nostra storia. Mai abbiamo dovuto ricorrere alla cassa integrazione. Purtroppo è un pessimo momento, ma speriamo di riaprire i cantieri ben prima di settembre». Un colpo, per Pardini, sia come imprenditore che come uomo. «Abbiamo dovuto lasciare a casa - dice - anche operai che lavoravano da noi fin dai primi giorni di attività della Quadrifoglio, dal 1979. Tutta gente del posto, con famiglia…».  Da una settimana circa gli operai della Quadrifoglio Scavi sono a casa. I motivi sono diversi. Da una parte la mancanza di lavoro. La spending review e i patti di stabilità impongono agli enti pubblici - specie i Comuni - di rivedere al ribasso il loro piano delle opere pubbliche. Qualcuno, vedi Camaiore, deve ancora approvare il bilancio, e quindi di opere, per ora, non se ne parla proprio. Altri, vedi Massarosa, si stanno ingegnando per potersi muovere nei meandri di tagli e patti di stabilità, sperimentando formule "nuove" di spesa e di finanziamento, come il leasing. Altri, come Viareggio, hanno trovato i soldi per i carristi del Carnevale, ma non per gli operai di una ditta che, ricordiamo, tra i vari lavori eseguiti (ad esempio il Pontile di Lido) ha anche fatto quello per la ricostruzione di via Ponchielli. Ma l'altra grossa scure che pende sulla Quadrifoglio (assieme a molte altre ditte della zona, si intende) è la difficoltà a ricevere i pagamenti delle opere già concluse e consegnate da giorni, settimane, mesi. La Quadrifogli ha crediti in sospeso per circa un terzo del proprio fatturato totale, tra enti pubblici e privati: di sicuro più di un milione di euro di mancati incassi. Pardini ammette il problema, ma mostra ottimismo. «È vero che vantiamo questi crediti - dice - ma è anche vero che abbiamo avuto diversi incontri con gli enti locali, e ci hanno garantito che questa situazione a breve verrà sbloccata». Restano in attesa della risoluzione del problema anche le ditte satellite che lavorano assieme alla Quadrifoglio, e i fornitori. In attesa che la liquidità torni nelle casse della società e di ripartire con qualche importante progetto sul territorio.

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