La manifestazione
«Con la sinistra democrazia negata»
Matteucci furioso per l’esclusione delle opposizioni. Bonuccelli (Gruppo Misto): agiscono come nei regimi totalitari
CAMAIORE. «Il sindaco Del Dotto e il suo entourage hanno gettato la maschera e hanno rivelato ciò che sono: arroganti, sprezzanti verso l’avversario politico, incuranti di garantire la dialettica democratica». Sono dure le parole del capogruppo Pdl Alberto Matteucci, ex candidato a sindaco, in merito all'elezione (con i soli voti della maggioranza) dei rappresentanti della minoranza nelle commissioni permanenti. «Come al solito – scrive Matteucci – dove governa, il centro sinistra impone agli altri la sua volontà con qualsiasi mezzo. Sotto la direzione del sindaco Del Dotto e del presidente del consiglio Ceragioli il consiglio ha voluto togliere all’opposizione anche il diritto di scegliere i propri rappresentanti.
Dopo la prima votazione, scandalosa, vergognosa, palesemente preparata e concordata, che ha visto eletti nella commissione lavori pubblici, Fabio Pezzini e Pier Francesco Pardini per la finta opposizione, si è continuato nella vergogna, nominando le altre cinque commissioni, nonostante l’abbandono dell’aula dei consiglieri, sette su nove, che rappresentano realmente l’opposizione. Sì sette su nove – spiega Matteucci – perché Fabio Pezzini non può essere certamente considerato all’opposizione, visto che al ballottaggio ha siglato un accordo politico con tanto di conferenza stampa con Del Dotto e il centro sinistra, ed essendo rappresentato in giunta dall’assessore Carlo Alberto Carrai». Ma Matteucci tira in ballo anche Pardini (Udc).
«Per il segretario dell’Udc che rappresenta solo se stesso, perché Riccardo Bonuccelli non condividendo l’operato del suo segretario è passato al gruppo misto, si rivelano definitivamente i primi accordi relativi al pranzo di Pruno. Sta di fatto che Del Dotto e i suoi hanno scelto per conto dell’opposizione escludendo dalle commissioni consiliari più importanti (lavori pubblici, urbanistica, attività produttive e turismo) i rappresentanti della “vera” opposizione . È questo il sindaco di tutti?». Critico, verso Del Dotto e verso Pezzini, anche l'altro ex candidato a sindaco, Francesco Ceragioli. «Il 12 giugno – scrive Ceragioli – avevo denunciato questo caso anomalo: la lista del Pezzini sta in maggioranza ma siede nelle file della minoranza, indebolendola ulteriormente. La vicende ora è emersa in tutta la sua contraddizione. Mi meraviglio di Pezzini che ha voluto sedere tra la minoranza, dichiarandosi nella maggioranza. A Del Dotto invece voglio domandare se questa è la politica della nuova stagione che sta arrivando a Camaiore: stiamo freschi. Nel suo programma parlava di valori: bella coerenza, peggio di chi ha criticato finora».
Anche Riccardo Bonuccelli (Udc) non resta in silenzio. Spiega le sue dimissioni dicendo che «il partito a Camaiore è commissariato, in attesa di congresso, e solo gli amici di PierFrancesco Pardini l'hanno proclamato uomo della provvidenza, facendo del Partito una cosa propria». Un'accusa simile a quella mossa, prima delle elezioni, sia da Ceragioli che da Pezzini (che infatti abbandonarono l'Udc). Bonuccelli punta il dito contro Pardini, ricordando «gli incontri con l’avversario, vedi il pranzo di Pruno», accusandolo di aver promesso mari e monti «ai consiglieri passati dal Pdl all'Udc».
«Il tutto, scrive Bonuccelli - »per ottenere posti personali nelle commissioni. La decisione sofferta di lasciare il gruppo l’ho maturata quando prima del consiglio ho saputo dell’inciucio del Pardini con la maggioranza e Pezzini, circostanza che mi ha fatto capire che anche in consiglio l’Udc a Camaiore non avrebbe fatto opposizione ad una maggioranza amica». Bonuccelli ne ha anche per il presidente del consiglio. «Mi meraviglio di Ceragioli, votato anche da noi: non ci mette due volte a riconoscere e a premiare una opposizione light alla “nuova stagione”. È una storia vecchia: nei regimi totalitari, per cercare di dare agli osservatori esterni una immagine di democrazia, ci si sbarazza degli oppositori creando false minoranze che li appoggiano (Pardini e Pezzini)».
(m.p.)
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