Lutto
Morì in bici, prime richieste di condanna
Alle battute finali il processo per la morte di Elio Tomei. Per il pm fu omicidio colposo
LIDO. La sentenza, attesa ieri, non è arrivata. Ma in compenso il processo per la morte di Elio Tomei (il ciclista deceduto a 86 anni il 25 gennaio 2008 dopo lo scontro con un camion all'incrocio tra la via Italica e la via Buonarroti a Lido) ha fatto registrare un primo colpo di scena: la richiesta di condanna da parte del pm Salvatore Giannino a un anno e 4 mesi per omicidio colposo dell’automobilista, Roberto Giannecchini,coinvolto nello scontro mortale.
Ieri in tribunale è stato sentito uno dei testi e si è tornati a discutere delle perizie sulla dinamica dell’incidente intorno alle quali si gioca l’intero procedimento per il cui svolgimento la famiglia della vittima si è al lungo battuta. Gli avvocati ai quali si sono affidati i familiari, Gionata Bonucceli, Andrea Bonuccelli e Marcello Taglioli si sono infatti dovuti opporre prima a una richiesta di archiviazione e poi si sono trovati a combattere contro una richiesta di non luogo a procedere. Alla fine si è andati in giudizio e a quanto pare gli elementi forniti dalla perizia dell’ingegnere Michele Massaro hanno consentito di mettere in discussione la prima ricostruzione fornita sull’incidente e convinto la procura, oggi rappresentata dal dottor Giannino, a chiedere una condanna per il conducente del mezzo contro il quale si scontrò la bicicletta guidata da Elio Tomei.
Il procedimento è stato aggiornato al prossimo 21 settembre. In quell’occasione sarà forse possibile ascoltare le conclusioni del giudice su una vicenda che affligge i familiari di Tomei da ormai più di 4 anni.
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