Il Tirreno

Versilia

In pineta un ristorante a cielo aperto

di Donatella Francesconi
In pineta un ristorante a cielo aperto

L’esposizione di “Eventiamo” si trasforma in una maxisagra. Le proteste di commercianti e turisti

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VIAREGGIO. Gli arrosticini di maiale, le salsicce, la cucina siciliana con il fritto a 7 euro, le piadine ed i panini da Milano, un tocco di sapori dalla Grecia: la pineta di Ponente si è trasformata in un ristorante a cielo aperto, per tre giorni. Va in scena “Vestivamo alla marinara”, organizzato dall’associazione “Eventiamo”, che aveva chiesto l’autorizzazione a portare nel parco cittadino «vendita riservata ad oggetti inerenti alla manifestazione», come spiega il comandante della polizia municipale e dirigente del Suap, Angelo Bertolucci. Con questa formula sono arrivati i banchi di frutta e verdura, pane, formaggio, olive, marmellate, biscotti siciliani, specialità sarde. Di oggetti che abbiano una qualche attinenza con il titolo “marinaro” dell’evento, in realtà non ce n’è neppure l’ombra.

L’iniziativa - inaugurata nel pomeriggio da sindaco, assessore al commercio, presidente della Fondazione Carnevale e vice sindaco di Massarosa - ha fatto infuriare i gestori dei chioschi della pineta di Ponente e provocato la verifica da parte della polizia municipale, in piena inaugurazione. Numerose, infatti, le proteste fin dalla mattinata: «In pineta si va con i bambini - telefona al “Tirreno” un turista - e questa mattina abbiamo avuto l’amara sorpresa di avere visto il viale trasformato in un’autostrada». Intorno alle 14 la situazione è un po’ migliorata, ma le foto scattate fino alle 15 parlano chiaro: lungo viale Capponi si muovono furgoni ed auto che non dovrebbero essere lì.

«Per entrare avrebbero dovuto chiedere autorizzazioni all’ingresso che avremmo concesso con prescrizioni», mette bene in chiaro il comandante Bertolucci: «A cominciare dall’orario di movimentazione dei mezzi, dato che viale Capponi e pineta sono interdetti al traffico veicolare».

Agli agenti della polizia municipale arrivati nel parco cittadino per i controlli, gli organizzatori hanno spiegato di «essere in possesso di un permesso fino a mezzogiorno. Purtroppo alcuni espositori hanno continuato a spostarsi, in cerca di una sistemazione più adatta, fino oltre l’orario stabilito».

Ma non è solo il traffico che ha scatenato le proteste. «I commercianti di piazza Cavour - racconta Antonio Batistini, consigliere comunale del Pd e membro della categoria - non hanno battuto chiodo tutto il giorno. Qual è il senso di organizzare un altro mercato a due passi da quello storico della città?».

Alessandro Cerrai, presidente del Consorzio Pineta di ponente, ricorda che il Consorzio non ha aderito all’iniziativa promossa da “Eventiamo”. Lo ha fatto, invece, Confesercenti: che ha dato il patrocinio, ma chiedendo che non vi fosse esposizione o proposta di generi alimentari. E così non è sato. «Ma i chioschi della pineta hanno convenzioni con noi e propongono prezzi speciali»9, ricordano gli organizzatori. I quali, però, per mettere in piedi la tre giorni si sono dovuti rivolgere ad espositori da fuori città: «Chi è di Viareggio ha rifiutato la proposta, motivando il no con il fatto che in pineta ci sono gli spacciatori e non ci va nessuno».

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