Del Dotto apre all’opposizione
«Abbiamo seguito le regole». Pardini scatenato contro Bonuccelli
CAMAIORE. Apre alla minoranza, per sostuire qualche membro delle commissioni consiliari. Ma continua a difendere l'operato del consiglio. Il sindaco Alessandro Del Dotto torna sulla polemica per le votazioni dell’altra sera, con la minoranza che ha abbandonato l’aula e la maggioranza che ha votato i propri e gli altri membri. In merito alla composizione Del Dotto e il presidente del consiglio Massimo Ceragioli si sono messi a disposizione dei capigruppo delle minoranze «per un incontro nel quale aiutare le diverse e variegate forze di opposizione a raggiungere, fra loro, un accordo sui due nominativi da inserire in ciascuna delle commissioni». Del Dotto però ribadisce: «C’è un antefatto di cui tener conto: nel primo consiglio, nominando due membri di maggioranza e due di opposizione come consiglieri dell'Unione dei Comuni, Fabio Pezzini voleva essere conteggiato fra i componenti della maggioranza; per la maggioranza nulla quaestio, ma l'opposizione ha fatto sì che fosse considerato non di maggioranza, forse pensando di alimentare attriti fra centrosinistra e Pezzini. Ebbene, Pezzini si è dunque considerato, magari a malincuore, di opposizione. Stavolta, dovendo votare tre componenti di maggioranza e due componenti di opposizione nelle sei commissioni, una delle opposizioni (Pdl e 1 misto; l'altra opposizione è quella dell'Udc che, mi pare, fa opposizione a parte, visto che è rimasta in consiglio) hanno voluto considerare Pezzini di maggioranza, in modo da accaparrarsi un posto in più nelle commissioni. Ora, che le regole del Consiglio siano "di comodo" mi pare un po’ eccessivo. Così, l’altra sera, il presidente del consiglio ha deciso, conformemente all'indicazione data nella prima seduta consiliare, di considerare Pezzini come componente di opposizione. Le regole non si interpretano una volta così e l'altra cosà. Altro appunto: in teoria il consiglio (non io) poteva aspettare anche 5 anni a nominare le commissioni: ma è anche vero che per lavorare c’è bisogno delle commissioni consiliari permanenti. Non ci si può far ricattare ogni due per tre».
Critico però il movimento socialdemocratico europeo: «Pensiamo che sia in corso un atto di forza - scrive Giuliano Bianchi - che nulla ha a che vedere con la democrazia e la partecipazione delle minoranze alle attività amministrative».
Sull’accaduto interviene Pierfrancesco Pardini (capogruppo Udc) che replica alle accuse dell'ex collega di gruppo Riccardo Bonuccelli. «Bonuccelli - spiega Pardini - si era impuntato che spettava a lui o la commissione urbanistica, o il capogruppo, aspetti che il partito aveva affidato a me. Io non ho concordato un bel nulla con Del Dotto. Mi sono trovato da solo in minoranza, senza Pdl e Bonuccelli, e ho rispettato i miei impegni verso gli elettori. Al Pdl avevo chiesto una preconsiliare per parlare delle commissioni. Non hanno voluto incontrarmi. Respingo anche l'altra accusa, che questo sia un tentativo di avvicinamento tra Udc e Pd in vista delle elezioni a Viareggio».
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